Generali – Ferak aumenta il capitale e mantiene la quota

Ferak, veicolo di investimento che ha in cassaforte l’1,38% di Generali, ha deliberato un aumento di capitale da 70 milioni che divide i soci. L’obiettivo del rafforzamento patrimoniale è legato anche alla stessa partecipazione nel colosso di Trieste. L’iniezione di mezzi freschi punta a fare scendere il peso di tale partecipazione (attualmente pari al 90% degli asset totali detenuti) sotto il 50 per cento.

L’operazione, che ha ricevuto l’ok degli azionisti un paio di giorni fa, prevede l’emissione 7 milioni di nuove azioni a un prezzo nominale di 10 euro. Una modalità che risulterebbe iperdiluitiva per i soci che non aderissero all’aumento dato che le precedenti azioni erano state sottoscritte a 1.000 euro, valore nominale poi cancellato.

Tuttavia, nonostante il via libera dell’assemblea, tra i soci sarebbero sorti dei contrasti in merito all’aumento. La famiglia Amenduni, titolare del 63,15% di Ferak, sarebbe favorevole, mentre la Finint di Enrico Marchi (a cui fa capo il 23,99%) e Zoppas (che possiede il 2,87%) starebbero riflettendo sulla possibilità di aderire o meno. Inoltre, un ulteriore 9,99% è detenuto dalla ex Veneto Banca ora in liquidazione, la cui gestione ora è in mano ai commissari liquidatori e quindi difficilmente potrà aderire all’aumento.

Dato che l’operazione è già stata approvata dall’assemblea, le alternative sono due: portare a termine l’aumento o impugnare la delibera. Gli opponenti segnalano che Effeti, altro veicolo controllato interamente da Ferak, dispone di una liquidità pari a 50 milioni a cui si potrebbe attingere per effettuare degli investimenti senza ricorrere all’aumento di capitale. La stessa Effeti dispone, inoltre, di riserve per 200 milioni. Il cda non ha preso in considerazione queste ipotesi, anche perché gran parte delle riserve sono investire in Generali.

Ferak era nata nel 2006 con l’intenzione di investire esclusivamente nel Leone di Trieste, anche se lo statuto prevede la possibilità di estendere il perimetro delle partecipazioni. I prezzi di carico dell’investimento sono compresi tra i 18 euro e i 21 euro, contro un valore di oggi pari a 15,88 euro.

COMMENTO

L’operazione deliberata lascia pensare che la finanziaria intenda mantenere la propria partecipazione nel gruppo triestino. Gli attuali prezzi di Borsa, essendo inferiori al valore di carico, non suggeriscono una vendita dei titoli che determinerebbe una minusvalenza nei conti della finanziaria.

Anche la motivazione dell’aumento, legata alla necessità di incrementare la diversificazione, fa supporre che per l’asset Generali non si pensi al momento a una dismissione, ma che l’obiettivo dell’ampliamento delle attività venga raggiunto allargando il perimetro.