Anche il gruppo cinese Cefc è interessato all’acquisto del portafoglio di npl e della quota della piattaforma di gestione dei crediti deteriorati messi in vendita da Intesa Sanpaolo. A pochi giorni dalla presentazione del nuovo piano industriale, che si terrà martedì prossimo 6 febbraio, entrano nel vivo le trattative per la cessione dell’importante portafoglio e della quota della Capital Light Bank.
Finora come pretendente era emerso il nome del colosso scandinavo Intrum Justitia, che ha grandi ambizioni di sviluppo in Italia e lo scorso mese di dicembre aveva già acquisito il servicer romano Caf, venduto dal fondo Lone Star assieme a un portafoglio di 370 milioni di sofferenze dell’ex Tercas.
Le trattative con il gruppo scandinavo erano state confermate dallo stesso Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo che, a margine del convegno di Davos, aveva spiegato che l’obiettivo dell’istituto era di migliorare ulteriormente le “best prectice nel ritmo di recupero degli Npl”.
Messina aveva inoltre indicato di voler aprire la propria piattaforma di recupero, detenuta dalla Capital Light Bank, anche ad altri istituti. Da qui l’interesse da parte di soggetti terzi all’ingresso con una quota che potrebbe essere pari al 51% per una valorizzazione dell’intera struttura che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe avvicinarsi a un miliardo.
L’operazione dovrebbe prevedere anche la cessione di un pacchetto da 10-12 miliardi di crediti deteriorati, che potrebbero essere oggetto di un’operazione di cartolarizzazione che permetterebbe a Intesa Sanpaolo di spuntare prezzi più alti rispetto a una cessione tout court.
A Piazza Affari i titoli Intesa Sanpaolo segnano un leggero calo dello 0,3% a 3,13 euro, in linea con l’indice di settore (-0,2%).
Anche il gruppo cinese Cefc ha già fatto capolinea in Italia, comprando pochi mesi fa Farbanca, per la quale hanno battuto l’altro aspirante acquirente rappresentato da Banca Ifis.

























