In attesa dei risultati del quarto trimestre del 2017 che saranno annunciati il prossimo 16 febbraio, le quotazioni dei titoli colosso petrolifero italiano hanno arrestato a quota 15 euro il movimento rialzista in atto da fine agosto. Il mancato superamento di questo livello (tentato per due volte nella seconda metà di gennaio) è stato accompagnato dall’interruzione del rally del prezzo del petrolio e ha poi favorito a partire dallo scorso 29 gennaio l’avvio di un movimento discendente che ha registrato una decisa accelerazione negli ultimi giorni (con ben due gap down), in concomitanza con la forte debolezza delle Borse mondiali.
L’eventuale proseguimento della sopracitata fase ribassista porterebbe i corsi delle azioni Eni a testare la trend line rialzista di lungo periodo, attualmente passante in area 13,60 euro. Il cedimento di questo supporto, confermato in chiusura di seduta, potrebbe poi spingere le quotazioni dei titoli del gruppo guidato da Claudio Descalzi verso un successivo supporto statico individuabile a 13,47 euro. Al di sotto di questo livello, il deterioramento del quadro grafico spingerebbe i corsi delle azioni Eni verso i target ribassista individuabili a 13,18 euro prima e a quota 12,97 euro in seguito.
Positivo, invece, il rapido ritorno delle quotazioni dei titoli del gruppo petrolifero sopra 13,942 euro dato che favorirebbe la copertura dell’ultimo gap down e il conseguente raggiungimento della prima resistenza a quota 14,102 euro. Il superamento di questo ostacolo, in un contesto di quotazioni del petrolio non in discesa, lascerebbe proseguire i corsi delle azioni Eni verso un primo target rialzista a quota 14,43 al di sopra del quale il successivo obiettivo è individuabile a 14,76 euro.
Da inizio 2018 la performance dei titoli di Eni è pari a zero, con il target price medio sulla base dei contributi di 25 analisti rilevati da Bloomberg pari a 16,06 euro.
Prezzo di riferimento: 13,80 euro
+7,0% è il potenziale rialzista rispetto alla quarta resistenza a 14,76 euro;
+4,6% è il potenziale rialzista rispetto alla terza resistenza a 14,43 euro;
+2,2% è il potenziale rialzista rispetto alla seconda resistenza a 14,102 euro;
+1,0% è il potenziale rialzista rispetto alla prima resistenza a 13,942 euro;
-1,4% è la potenziale flessione rispetto al primo supporto a 13,60 euro;
-2,9% è la potenziale flessione rispetto al secondo supporto a 13,40 euro;
-4,5% è la potenziale flessione rispetto al terzo supporto a 13,18 euro;
-6,0% è la potenziale flessione rispetto al quarto supporto a 12,97 euro.


























