Pomeriggio all’insegna delle forti vendite sul Ftse Italia Servizi Pubblici (-3%). Alle ore 16:38 il paniere dei titoli del settore utility e delle rinnovabili quotati a piazza Affari sta lasciando sul terreno il 2,8% rispetto alla chiusura positiva di ieri, ritornando sui minimi di quest’anno che erano stati toccati in precedenza poco prima di metà luglio.
In termini relativi, il Ftse Italia Servizi Pubblici sta ancora una volta registrando una performance giornaliera nettamente peggiore rispetto al principale indice di piazza Affari, cioè il Ftse Mib (-1,8%), ma anche rispetto allo Stoxx Europe 600 Utilities (-1,4%).
Nell’attesa dei risultati del 4° trimestre del 2017, a penalizzare ancora una volta il paniere dei titoli italiani del settore utility e delle rinnovabili la nuova fiammata dei rendimenti sui titoli di Stato a livello mondiale. Lo yield del governativo statunitense a 10 anni è balzato al 2,87% dal 2,84% della seduta precedente, quello del Bund di pari scadenza è volato allo 0,78% rispetto allo 0,74% della seduta precedente, con il Btp con scadenza agosto 2017 è risalito di 5 punti base rispetto ai ieri, attestandosi all’1,99 per cento.
Ricordiamo che, in generale, un aumento dei tassi penalizza le utility in quanto implica un incremento degli oneri finanziari il cui peso nel conto economico di questo tipo di gruppi è rilevante per gli elevati livelli d’indebitamento mentre consente alle banche di aumentare i ricavi dell’attività tipica, cioè il margine d’interesse.
Da osservare che da inizio anno la prevalenza delle attese di una politica monetaria meno espansiva a livello mondiale sulla scia dei positivi dati macro hanno consentito al Ftse Italia Banche di guadagnare circa il 13,8% (+13% giovedì mattina prima della conferenza stampa di Draghi del 25 gennaio) a fronte di un calo del 7,8% Ftse Italia Servizi Pubblici (+1% giovedì mattina prima della conferenza stampa di Draghi del 25 gennaio).