Eni – I business nel 4° trimestre e i driver 2018

Intorno alle 14.40 le quotazioni del gruppo petrolifero sono in rialzo dello 0,8 per cento. Un andamento che segue la comunicazione dei dati 2017, dai quali è emerso un notevole incremento dell’Ebit Adj e dell’Utile netto Adj rispetto al 4° trimestre 2016 e alle attese degli analisti.

L’Ebit adjusted (continuing operations) è aumentato a 1,99 miliardi (+ 55,1% a/a) grazie soprattutto al maggior apporto della divisione E&P a 1,86 miliardi, in progresso del 33% rispetto all’anno precedente.

Nel dettaglio, sull’aumento dell’Ebit Adj della divisione E&P ha influito positivamente da un lato uno scenario dei prezzi del Brent più favorevole, balzati mediamente nel trimestre del 24% a/a, e dall’altro il record produttivo del comparto idrocarburi. In relazione a quest’ultima componente si segnala che la produzione di idrocarburi nel 4° trimestre 2017 è stata di 1,89 mln boe/giorno, il livello più elevato degli ultimi 7 anni.

Sull’Ebit Adj consolidato ha avuto un notevole impatto anche il miglioramento della divisione G&P, positivo per 213 milioni, dalla precedente perdita di 72 milioni. L’inversione di tendenza è in particolar modo riconducibile a una più efficiente ristrutturazione del business, che ha permesso il raggiungimento dei target fissati dalla società con un anno di anticipo.

In crescita anche l’Ebit Adjusted della divisione R&M a 77 milioni (+13,2% a/a), grazie alla riduzione del numero delle fermate manutentive sull’impianto di Livorno e alla migliore performance produttiva delle raffinerie di Taranto e Milazzo, nonostante il margine di raffinazione si sia ridotto a 4,3 $/barile, in calo dell’8,5% a/a.

La divisione Chimica ha invece registrato un Ebitd Adj positivo a 37 milioni dai 7 milioni del 2016, un andamento riconducibile alla ristrutturazione del business e al rilancio del portafoglio prodotti su segmenti a maggior valore aggiunto.

L’Utile netto adj ammonta a 975 milioni, risultato superiore alle stime degli analisti (+71% t/cons) e in crescita del 112% rispetto ai 459 milioni del pari periodo del 2016.

Importante anche la riduzione dell’indebitamento finanziario netto a 10,9 miliardi, in netto calo rispetto al dato al 30 settembre 2017 (14,9 miliardi), per un corrispondente leverage di 0,23. Il miglioramento dell’indebitamento è principalmente riconducibile a un aumento del free cash flow che ha beneficiato di dismissioni di asset per 4 miliardi di euro.

È stato infine proposto il pagamento di 0,80 euro per azione quale dividendo sul risultato 2017 (di cui 0,40 euro già corrisposti a settembre dello scorso anno). Il dividend yield calcolato sui corsi azionari attuali risulta quindi pari al 5,9%.

La società ha inoltre fissato al 16 marzo la presentazione del piano strategico 2018-2021. In particolare, i principali driver per il 2018 sono i seguenti:

  • E&P: crescita attesa della produzione al 3% a/a per effetto del ramp-up degli avvii del 2017.
  • G&P: Ebitd Adj atteso a 300 milioni
  • R&M: previsto un margine di raffinazione di breakeven a 3 $/barile
  • Investimenti previsti per 8 miliardi

Si segnala, infine, in occasione della presentazione dei risultati agli analisti l’Ad Descalzi ha sottolineato che relativamente alla crisi diplomatica turca, in relazione al blocco di una nave Saipem noleggiata da Eni per l‘esplorazione, la vicenda “non è sotto il nostro controllo. Stiamo aspettando”.

Nella stessa occasione il Cfo Massimo Mondazzi, ha riportato che “nuove potenziali dismissioni potrebbero coinvolgere i campi in Messico, Indonesia e altre aree”.