Mercati – Milano (-0,4%) limita i danni con Mediaset, Stm in coda

Mattinata in calo per i listini del Vecchio Continente, ancora appesantite dai timori per una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Intorno alle 12:10, a Milano il Ftse Mib cede lo 0,4%, sostanzialmente in linea con il Ftse 100 di Londra (-0,5%) e il Cac 40 di Parigi (-0,7%) mentre l’Ibex 35 di Madrid (-0,9%) e il Dax di Francoforte (-1,2%) arretrano maggiormente.

Anche i benchmark Usa e asiatici hanno sofferto tra ieri sera e stamani, dopo la risposta di Pechino ai dazi di Trump. La Cina infatti ha diramato una lista di 128 prodotti americani su cui verranno introdotte tariffe, minacciando ulteriori contromisure e acuendo le tensioni che continuano a penalizzare soprattutto il comparto tecnologico.

Scarsi movimenti invece sul Forex, con il cambio euro/dollaro invariato a 1,23 e il dollaro/yen che si mantiene lievemente sopra quota 106.

Intanto, l’agenda macro ha visto la pubblicazione degli indici Pmi finali di marzo relativi all’attività manifatturiera dei Paesi europei. I dati hanno sostanzialmente confermato le rilevazioni preliminari, evidenziando un’espansione del settore ma anche un rallentamento del ritmo di crescita.

Tra le materie prime, l’oro arretra lievemente a 1.338 dollari l’oncia, mentre recupera leggermente terreno il petrolio con Wti e Brent rispettivamente a 63,3 e 68 dollari al barile. I dati dell’agenzia di servizi energetici Baker Hughes ha evidenziato un calo di 7 unità degli impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti, allentando in parte i timori legati all’incremento della produzione statunitense.

Sull’obbligazionario, infine, il rendimento del decennale italiano riparte dall’1,79%, separato da un differenziale con il Bund tedesco in area 129 punti base.

Tornando a Piazza Affari, vola MEDIASET (+6%) dopo l’importante accordo strategico raggiunto con Sky, mentre Berenberg ha alzato la raccomandazione da ‘hold’ a ‘buy’. In rialzo anche BUZZI (+1,8%), MONCLER (+1,2%) e BANCA GENERALI (+1,1%) che beneficia dell’upgrade da parte di Mediobanca da ‘neutral’ a ‘outperform’.

Ad arginare la perdita del listino milanese contribuiscono anche i rialzi di ENI (+0,7%), ATLANTIA (+0,7%) e A2A (+0,6%).

Deboli i bancari, vendite su CNH (-2,1%), LEONARDO (-2,3%) e STM (-3,2%). Il colosso dei semiconduttori risente della debolezza del settore, anche in scia alle nuove indiscrezioni secondo cui dal 2020 Apple potrebbe rimpiazzare i chip di Intel con i propri processori.