Enel – L’Iberia traina l’Ebitda del 1° trim. 2018

Nel periodo gennaio-marzo dell’anno in corso il colosso elettrico italiano ha realizzato ricavi pari a 18,9 miliardi di euro, in calo del 2,2% rispetto all’analogo periodo del 2017 a causa soprattutto dell’evoluzione negativa dei tassi di cambio  in Sud America. Tale ammontare include, come partite straordinarie, il corrispettivo pari a 128 milioni, previsto dall’accordo che e-distribuzione ha raggiunto con F2i e 2i Rete Gas  per la liquidazione anticipata e forfettaria dell’earn-out connesso alla vendita nel 2009 della partecipazione detenuta dalla stessa e-distribuzione in Enel Rete Gas. I ricavi del primo trimestre del 2017 includevano invece, come partite straordinarie, la plusvalenza relativa alla cessione della partecipazione nella società cilena Electrogas per 151 milioni.

L’Ebitda di Enel è stato pari a 4,04 miliardi, in progresso del 3,1% rispetto all’analogo periodo del 2017 e superiore del 2,4% rispetto alle attese. L’incremento del margine operativo lordo su base annua è riconducibile alla crescita organica nei settori delle fonti rinnovabili e della distribuzione, in particolare in Brasile e Argentina, al miglioramento dei margini conseguiti nei mercati finali in Iberia per effetto soprattutto della riduzione dei costi medi di approvvigionamento di energia elettrica e gas, al continuo focus sulla riduzione dei costi operativi, agli effetti, in Italia, Spagna e Romania, della capitalizzazione degli oneri incrementali di acquisizione dei clienti (contract costs) a seguito dell’applicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2018, del principio IFRS 15. Tale miglioramento ha più che compensato la riduzione dei margini in Sud America a causa della significativa incidenza dell’effetto cambi negativo. Il margine operativo lordo ordinario è stato pari a 3,91 miliardi, in aumento del 3,9% su base annua.

L’Ebit del gruppo guidato da Francesco Starace è salito a 2,54 miliardi, sostanzialmente in linea con il pari periodo del 2017 e superiore del 3,1% rispetto alle attese, riflettendo l’andamento positivo dell’Ebitda, pur scontando maggiori ammortamenti ed adeguamenti di valore per 110 milioni. Questi ultimi risentono della quota di ammortamento (34 milioni) relativa ai citati contract costs, capitalizzati per l’applicazione del principio IFRS 15, e delle maggiori svalutazioni di crediti commerciali.

L’utile netto di Enel è stato pari a 1,17 miliardi, in progresso del 18,9% su base annua (+18,2% vs consensus) grazie al miglioramento del risultato operativo, alla riduzione degli oneri finanziari netti, in particolare per i minori interessi passivi sui prestiti obbligazionari (principalmente attribuibile all’efficiente gestione delle passività finanziarie), al minor carico fiscale in Italia, per la rilevazione delle imposte anticipate connesse alle perdite pregresse di 3SUN, resa possibile dalla fusione della società in Enel Green Power S.p.A. con decorrenza 1° gennaio 2018, e per la sostanziale esenzione da imposte dovuta all’applicazione del regime fiscale agevolato PEX (Partecipation Exemption) del provento derivante dall’earn out connesso alla cessione di Enel Rete Gas pari a 128 milioni.

Al netto delle partite straordinarie, l’utile netto ordinario del gruppo guidato da Starace è stato pari a a 1,04 miliardi nei primi tre mesi del 2018, con un incremento del 10,4% rispetto all’analogo periodo del 2017. Le partite straordinarie hanno avuto un effetto negativo (al netto delle imposte e delle interessenze di terzi) sull’utile netto ordinario di Gruppo pari a 128 milioni nel primo trimestre 2018 e a 40 milioni nell’analogo periodo del 2017.

Sul fronte patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2018 si è attestato a 37,87 miliardi  in aumento dell’1,2% rispetto a fine 2017, in linea con le attese, per effetto del fabbisogno generato dagli investimenti del periodo e dal pagamento dell’acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2017 (pari a 0,105 euro per azione, per un importo complessivo di 1,07 miliardi), deliberato dal Consiglio di amministrazione in data 8 novembre 2017, i cui effetti sono in parte compensati dai flussi di cassa della gestione operativa, peraltro in crescita rispetto al 1° trimestre 2017 (+9,1%).

Nel periodo gennaio-marzo dell’esercizio in corso gli investimenti hanno raggiunto quota 1,23 miliardi, in diminuzione del 15,4% rispetto all’analogo periodo del 2017, e inferiori del 36% rispetto alle stime, per effetto essenzialmente dei minori investimenti da fonte eolica e solare in Brasile, del completamento degli impianti eolici e solari in Nord e Centro America in costruzione nel 1° trimestre del 2017 e dell’effetto cambi negativo.