Snam – Flash del neo Ministro dell’Ambiente sul progetto TAP

Ieri il neo ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dichiarato a Reuters che il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) è una struttura inutile e che verrà revisionata, in linea con il contratto del governo Lega-M5S, alla luce anche del fatto che i consumi di gas sono in calo.

Andando a guardare i dati si rileva che in realtà nel 2017 la domanda di gas naturale è salita del 6% su base annua a 75,1 miliardi di metri cubi, in aumento per il
dodicesimo trimestre consecutivo e tale dinamica è proseguita nel periodo gennaio-marzo dell’anno corrente con un aumento del 1,3% a 26,05 miliardi di metri cubi.

Ricordiamo che suddetto gasdotto, che permetterà di trasportare il gas in Italia dall’Azerbaigian a partire dal 2020, è realizzato da un consorzio internazionale nel cui azionariato è presente Snam con una quota del 20%. Gli altri soci sono BP (20%), SOCAR (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%), e Axpo (5%).

Un’opera, di portata internazionale e fondamentale per diversificare le fonti di approvvigionamento, dalla quale il colosso di San Donato si aspetta, come indicato nell’aggiornamento del piano 2017-2021, un introito di liquidità nel 2018 di circa 240 milioni derivante dalla differenza tra quanto è stato erogato a TAP dagli istituti di credito rispetto alla quota di equity versata dagli azionisti.

Senza contare altri vantaggi, quali la possibilità per l’Italia di diventare un hub del gas, grazie al TAP stesso e al reverse flow funzionante nonché la diminuzione del prezzo del gas.