Masi Agricola (Aim) – Cresce l’utile netto (+6,9%) nel 2017

Nel 2017 Masi Agricola, azienda vitivinicola dell’area della Valpolicella classica, riporta ricavi pari a 64,4 milioni, in crescita dello 0,8% rispetto al 2016.

A perimetro costante, ovvero al netto dell’apporto di Canevel, il giro d’affari diminuisce del 3 per cento.

Nel principale mercato di sbocco, rappresentato dall’Europa (esclusa l’Italia), che riflette il 41% dei ricavi complessivi, le vendite diminuiscono del 4% attestandosi a 26,4 milioni, cui seguono quelle realizzate nell’area delle Americhe (36,7% del totale) che segnano una contrazione del 4,5% a 23,6 milioni. I ricavi realizzati in Italia (19,7% del totale), evidenziano una crescita del 27,9% a 12,7 milioni, mentre quelli consuntivati in altri paesi assommano a 1,6 milioni (-3,3%).

Sostanzialmente invariato l’Ebitda (+0,3% a 13 milioni) mentre l’Ebit diminuisce dello 0,9% a 10,2 milioni, con i relativi margini rispettivamente stabile al 20,2% e in flessione dello 0,3% al 15,8 per cento.

Il tutto dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni aumentati del 4,9% a 2,8 milioni.

L’utile ante imposte pari a 9,5 milioni, in flessione dello 0,3%, nonostante oneri finanziari netti in calo dell’8,8% a circa 0,7 milioni.

L’utile netto cresce del 6,9% a 6,7 milioni, beneficiando di una minore incidenza delle imposte con un tax rate passato al 29,2% dal precedente 33,9 per cento.

Dal lato patrimoniale l’indebitamento finanziario netto si attesta a 9 milioni, in aumento di 2,3 milioni rispetto a fine 2016.

Il CdA proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo unitario di circa 0,10 euro per azione (in aumento di 0,01 euro rispetto al dividendo distribuito l’anno scorso), con stacco cedola il prossimo 24 settembre, che sarà in pagamento a partire dal 26 settembre.

Il management segnala che permangono ancora elementi che rendono in qualche modo più difficoltosa la prevedibilità della gestione. Elementi quali la generale incertezza socio-politica ed economica in parecchi mercati, la volatilità dei mercati finanziari e conseguentemente dei tassi di cambio nonché l’incrementata prudenza dei clienti negli acquisti.

La società stima che nell’esercizio corrente l’ammontare di contributi dell’OCM per la promozione extraeuropea del vino in favore della Società, su progetti presentati per il tramite del l’Istituto Italiano del Vino di Qualità Grandi Marchi, potrà essere superiore a quanto registrato nel 2017. Tuttavia segnala che gli operatori italiani del vino e la stessa Masi Agricola si sono trovati in difficoltà negli ultimi anni, a causa di mancate assegnazioni che hanno generato altresì una serie di ricorsi giudiziali.