Mercati – Marginali guadagni in Europa aspettando Draghi

Intorno alle 11:45 i principali listini del Vecchio Continente mantengono i frazionali rialzi dell’apertura e i futures di Wall Street si attestano in territorio positivo (+0,4%), in linea anche con la mattinata delle Piazze asiatiche.

A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,2% in area 22 mila punti, lievemente arretrato rispetto al Dax di Francoforte (+0,3%), il Ftse 100 di Londra (+0,4%), il Cac 40 di Parigi (+0,6%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,4%).

Accantonate momentaneamente le tensioni commerciali, dopo l’entrata in vigore dei dazi fra Stati Uniti e Cina, il focus degli investitori si sposta nuovamente sulle banche centrali e in particolare sulla Bce. Nel pomeriggio Mario Draghi interverrà davanti alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo e le sue parole verranno monitorate per cogliere segnali sulle tempistiche del primo ritocco ai tassi da parte dell’Eurotower. Giovedì, inoltre, verranno divulgati i verbali relativi all’ultima riunione del direttivo.

Torna in primo piano anche il tema della Brexit dopo le dimissioni di David Davis, Segretario di Stato britannico per l’Uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Davis è un convinto sostenitore dell’hard Brexit e non ha apprezzato la linea soft tenuta da Theresa May nei rapporti con l’Ue, pertanto ha ritenuto impossibile proseguire nel suo incarico dopo l’accordo approvato venerdì dal governo, che verrà presentato oggi in Parlamento.

In rimonta la sterlina a 1,334 dollari e a 0,882 nei confronti dell’euro. Prosegue il recupero della moneta unica sul biglietto verde (1,177) in attesa di Draghi e dopo il job report americano di venerdì.

Tra le materie prime l’oro approfitta del deprezzamento della valuta americana per superare i 1.260 dollari l’oncia, mentre le quotazioni del petrolio Wti e Brent si attestano rispettivamente a 73,6 (-0,2%) e 77,7 (+0,7%) dollari al barile, con gli investitori che guardano a una possibile insufficienza della produzione a fronte delle difficoltà in Venezuela e Libia e delle tensioni fra Stati Uniti e Iran.

Sull’obbligazionario, infine, il rendimento del decennale italiano si riduce leggermente al 2,68%, diminuendo il differenziale con il Bund tedesco a 237 punti base.

Tornando al Ftse Mib, buona performance di SAIPEM (+3,3%), sostenuta in parte anche dalla rinnovata fiducia di Morgan Stanley sulle Oil Service in vista dei risultati semestrali, con la conferma del rating Overweight/Attractive e target price a 5,80 euro per il gruppo guidato da Stefano Cao.

Acquisti su PRYSMIAN (+2,3%) e su MEDIASET (+2,2%), che tenta il recupero dai minimi del 2018 toccati a inizio luglio. Ben intonate TENARIS (+1,8%) e BUZZI (+1,4%) mentre i maggiori ribassi riguardano UNIPOL (-1,2%) e PIRELLI (-1,1%).

Fuori dal listino principale rimbalzo di EUROTECH (+7,6%) e realizzi su JUVENTUS (-5,7%), debole CARIGE (-3,5%) dopo le dimissioni annunciate lo scorso venerdì dal consigliere Francesca Balzani a causa di “divergenze insorte in merito alla governance della banca”.