Nel periodo aprile – giugno dell’anno in corso i ricavi del colosso di San Donato sono stati pari a 641 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quelli del 2° trimestre 2017 e con le attese degli analisti raccolte da Bloomberg.
L’incremento della top line è principalmente dovuto ai maggiori ricavi regolati (+2% su base annua), grazie ai continui investimenti e al contributo delle imprese entrate nell’area di consolidamento, che hanno compensato i minori ricavi non regolati (-44% su base annua).
A livello di margini operativi l’Ebitda è cresciuto del 4% su base annua a 542 milioni, superiore dell’1,9% rispetto il consensus, riflettendo l’incremento della componente trasporto (+7,4% su base annua).
Nel periodo in esame l’Ebit del gruppo guidato da Marco Alverà è stato pari a 374 milioni, in aumento del 3,6% e al di sopra del 2,4% rispetto alle attese degli analisti, scontando ammortamenti e svalutazioni aumentati del 5 per cento.
Al di sotto della gestione caratteristica, gli oneri finanziari netti sono stati pari a 45 milioni, in calo del 23,7% mentre i proventi netti su partecipazioni sono rimasti invariati a 47 milioni.
L’utile ante imposte di Snam è stato così pari a 376 milioni, in crescita del 7,7% su base annua. Le imposte sono aumentate dell’8,1%, con un tax rate sostanzialmente stabile al 28,5 per cento.
Il secondo trimestre del 2018 del colosso di San Donato si è chiuso con un utile netto di 269 milioni, salito del 7,6% su base annua e superiore del 4,2% rispetto alle attese.
Sul fronte dello stato patrimoniale, Snam ha registrato un indebitamento finanziario netto al 30 giugno del 2018 pari a 11,42 miliardi, sostanzialmente in linea con l’ammontare al 31 marzo 2018 e inferiore dell’1,5% rispetto alle stime degli analisti.
Gli investimenti del 2° trimestre del 2018 sono stati pari a 193 milioni, in diminuzione del 20,2 % su base annua e inferiori del 13,1% rispetto alle stime dei broker, e si riferiscono principalmente ai settori trasporto e stoccaggio di gas naturale.




























