Bomi – “Salto dimensionale con Game changing acquisitions”

La multinazionale milanese archivia un triennio caratterizzato da una crescita del 76% dalla quotazione al 2017 ed ora prepara il salto dimensionale. Entro i prossimi 12 mesi, dichiara Marco Ruini, Ceo di Bomi, “vogliamo realizzare una Game changing acquisitions” con la quale accelerare anche i progressi in quella redditività oggi prossima alla doppia cifra.

Bomi archivia un 2017 in ulteriore progresso e porta al 76% la crescita complessiva del valore della produzione conseguita dal 2014 al 2017, quando i ricavi si sono collocati a 118 milioni.  

Un periodo nel corso del quale la redditività misurata dall’Ebitda margin si è approssimata alla doppia cifra, per l’esattezza il 9,58 per cento.  

Un percorso in divenire poiché le proiezioni elaborate dalla multinazionale milanese indicano questo indicatore al di sopra della doppia cifra già nell’esercizio in corso per poi superare di slancio l’11% nel 2019.

Il tutto a parità di perimetro, ma considerando le sinergie con la neo acquisita De Salute, consolidata dal gennaio 2018. 

Un percorso in divenire anche perché l’atteso salto dimensionale permetterà di apportare un contributo significativo anche alla redditività.   

E questo proprio perché, precisano alla Bomi, “nel nostro modello  la dimensione è un fattore determinante per conseguire la crescita reddituale proprio grazie alle economie di scala”. 

Priorità al cui servizio ci saranno attivate una serie di azioni, fra le quali è doveroso ricordare: (1) spinta sullo sviluppo esogeno nelle aree a maggiore potenziale; (2) salvaguardia dei vantaggi competitivi conquistati con gli investimenti in robotica; (3) sviluppo del piano di sostenibilità.

Iniziative apprezzate dal mercato, ove il titolo ha conseguito una performance del +14,4% nell’ultimo anno, anche se è doveroso rilevare la recente inversione del trend.

Dinamica, questa ultima, dominata essenzialmente da fattori politici e macro-economici e come tali esogeni alle leve in possesso del gruppo.

Una realtà che comunque ha dimostrato nel tempo di saper centrare gli obiettivi indicati e di detenere quindi le caratteristiche per mantenere una solida capacità di execution. 

Marco Ruini, Ceo di Bomi, illustra le priorità strategiche

“Aumentare la dimensione e l’efficienza per migliorare la redditività grazie anche alle economie di scala” sono queste, precisa Marco Ruini, Ceo di Bomi, “le priorità a cui stiamo lavorando e che ci consentiranno di proseguire nel percorso di sviluppo sostenibile.

Marco Ruini, Ceo di Bomi

Obiettivi da raggiungere lavorando su tre fronti come sottolinea Ruini quando ci ricorda che la sua azienda vuole: “spingere l’acceleratore sullo sviluppo esogeno, consolidare e rafforzare i vantaggi competitivi conquistati con gli investimenti in robotica,  potenziare gli sforzi indirizzati al piano di sostenibilità.”

Target di non poco conto, ma considerati tangibili in quanto, come sottolinea il Ceo di Bomi, “abbiamo acquisito una grande esperienza in tutte e tre le iniziative che stiamo percorrendo poiché abbiamo acquisito e integrato aziende, mentre abbiamo  sviluppato un sistema più che efficace nella logistica. Nel contempo abbiamo già completato gran parte del percorso che ci porterà ad una totale sostenibilità del nostro modello di business”.

“Accelerare la crescita tramite acquisizioni”

Il Gruppo Bomi è leader nel settore della logistica biomedicale e della gestione di prodotti ad alta tecnologia per la tutela della salute. Posizione conquistata merito la professionalità con cui la società ha da sempre approcciato il suo business e sviluppato il suo modello.

Posizione dalla quale partire per realizzare uno scatto nel percorso di sviluppo. Al vertice delle priorità, ricorda Ruini, “c’è infatti l’accelerazione dello sviluppo impresso al gruppo attivando con più decisione quella politica di M&A già percorsa negli ultimi due anni con l’obiettivo di fare acquisizioni verticali di società di piccole e medie dimensioni.

Operazioni considerate fondamentali anche sotto il profilo reddituale poiché il nostro business, come sottolinea il Ceo di Bomi, “ha delle forti componenti di economia di scala e quindi l’obiettivo è quello di identificare nel mondo quelle piccole eccellenze con alte possibilità di aggregazione e che ci diano la possibilità di dare vita sempre più a soluzioni taylor made non solo sul cliente multinazionale, ma anche per il singolo paziente. 

“Più robotica per migliorare le prestazioni ed i vantaggi competitivi”

Negli ultimi lustri, sottolinea Ruini, “abbiamo fatto investimenti anche sul fronte della tecnologia con il preciso obiettivo di conquistare vantaggi competitivi anche nella logistica, una delle componenti centrali del modello di business che abbiamo messo a punto ”.

Ed ora vogliamo fare di più, precisa il capo azienda, “vogliamo investire nella robotica al fine di automatizzare il più possibile le fasi della nostra attività poiché le nostre soluzioni logistiche sono complesse, ma altamente personalizzate”.

La nostra attività, conclude Ruini sull’argomento, “passa infatti dal trasporto internazionale a temperatura controllata alle consegne in emergenza 24/24 sette giorni su sette. Ci sono poi le tematiche correlate alla gestione e riapprovvigionamento di stock per ospedali, cliniche e laboratori, ma anche quelle correlate al network specializzato dedicato al canale Home Care, con conseguente alti livelli di complessità di gestione”. 

Il tema della sostenibilità è sempre più centrale

“Vogliamo rafforzare gli investimenti nella sostenibilità, continuando il percorso già iniziato quest’anno”. Il 2018 è stato un anno importante in quanto Bomi Group ha fatto il suo esordio in SOS-LOG, la prima associazione italiana per la Logistica Sostenibile.

E noi di Bomi, sottolinea il capo azienda, “siamo state tra le prime aziende ad aver avviato il processo di validazione al fine di ottenere il marchio ‘Sustainable Logistics’ a suggello del percorso di sostenibilità che ci vede protagonisti”.

Un tema centrale perché “la valorizzazione dei contenuti di questo importante progetto è uno dei principali obiettivi del prossimo futuro in quanto la sostenibilità sarò l’ingrediente fondamentale per la generazione di valore all’interno di tutta la filiera della salute. Ma ciò sarò determinante anche per supportare i clienti nella loro ‘value selling proposition’ sul mercato di riferimento”.

Il salto dimensionale e la crescita della redditività

Da tempo il gruppo ha posizionato la crescita fra le priorità, ma oggi si concretizza un salto qualitativo di livello. Bomi, puntualizza il suo Ceo, “si è posta l’obiettivo di breve, 12 mesi, di portare il gruppo a fare un salto dimensionale grazie ad una acquisizione ‘più tonda’ e cioè una Game changing acquisitions in un nuovo paese con interessanti tassi di crescita del settore Healthcare e Farma”.

Il tutto con l’obiettivo di avere “una crescita bilanciata tra area euro e non euro, anche per evitare il rischio cambio”. Ma c’è pure altro in quanto, aggiunge il capo azienda, “i primi tre obiettivi strategici possono essere raggiunti grazie anche ai cinque milioni circa reperiti da Bomi con l’aumento di capitale concluso il 1 giugno 2018.

“La Game changing acquisitions potrà invece contare sulla delega dell’Assemblea per una ricapitalizzazione fino ad un massimo di 12 milioni, incluse obbligazioni convertibili ed entro cinque anni dalla delibera del 30 aprile 2018”. Una opzione che offre importanti vantaggi di flessibilità e tempestività al fine di poter cogliere le condizioni più favorevoli sul mercato”.

I ricavi sono aumentati di quasi l’80% dal 2014 al 2017

Lo sviluppo impresso al gruppo nell’ultimo lustro emerge con evidenza anche dai dati contabili. Il Gruppo Bomi ha infatti registrato una crescita esponenziale nel corso degli ultimi tre anni, dal 2014 al 2017, sia sul versante del fatturato che dell’Ebitda.

Un periodo nel corso del quale il valore della produzione è cresciuto del 76% sino a raggiungere nel 2017 i 118 milioni di ricavi con Ebitda salito a 11,3 milioni e cioè in prossimità della doppia cifra. Un percorso tuttora in divenire poiché Bomi “è sempre più intenzionato a continuare quanto già cominciato nel 2017 con l’ottenimento delle sinergie attese dalle operazioni di M&A volte al miglioramento della marginalità”.

Le proiezioni elaborate dalla multinazionale milanese indicano infatti margini in crescita ad oltre l’11% già dal 2019 dopo aver varcato la soglia della doppia cifra già nell’esercizio in corso grazie alle sinergie con la neo acquisita De Salute, consolidata dal gennaio 2018.

Performance a cui il Brasile ha dato un contributo importante poiché rappresenta il mercato principale con una quota del 38% sui ricavi consolidati, mentre il resto dell’America Latina contribuisce con un ulteriore 9,9 per cento. L’italia ed il resto dell’Europa pesano invece per il 44% del fatturato, andando a mitigare gli effetti di volatilità e macroeconomici sul proprio risultato.

Lo scenario si conferma positivo

Bomi ha pubblicato il 22 gennaio 2018 un business plan stand alone dando una proiezioni dei risultati a cui il Gruppo può arrivare con le proprie risorse e senza ipotizzare nuove acquisizioni, proiettando i contratti pluriennali in essere con i clienti nei singoli paesi e sulla base di una ipotesi di tassi di cambio secondo le stime a disposizione.

Il Piano mostra un tasso di crescita annuale dei ricavi pari al 6,6 per cento. Performance correlata per il 4,7% alla crescita organica e per l’1,9% all’apporto della neo-acquisita De Salute, consolidata dal gennaio 2018, ancora più forte lo sviluppo della redditività poiché il tasso di crescita medio annuo dell’Ebitda supera il 10 per cento.

I tassi di cambio utilizzati nel piano per la conversione in euro dei bilanci in valuta delle controllate estere si basano sui tassi  di cambio alla data di stesura del Piano. Per gli anni successivi gli stessi sono correlati all’andamento dell’inflazione attesa nei singoli paesi. 

Obiettivi ambiziosi ma sostenibili anche perché Bomi è presente nelle aree dove il settore healthcare è più concentrato ed in crescita. Le proiezioni elaborate da Espicom indicano come il 50% del mercato è rappresentato da USA + LATAM, il 25% da west EU, mentre l’APAC rappresenta il 20% ed è in progresso.

È poi doveroso ricordare che nel 2017 hanno avuto tassi di crescita più elevati del mercato la Colombia (+15%), il Brasile (+11,6%) e la Cina (+8,9%). Tutti mercati dove Bomi è presente.

Il consensus al 2020 

Sulla base del consensus degli analisti raccolto da Bloomberg, il gruppo dovrebbe chiudere il 2019 con ricavi superiori ai 140 milioni per poi salire a quasi 150 milioni nel 2020, quando l’Ebitda avrà superato i 17 milioni, con una marginalità nell’ordine del 12 per cento.

L’Ebit dovrebbe attestarsi a 9,3 milioni nel 2019 per poi superare la soglia dei 10 milioni nel 2020.

A partire dal prossimo anno la posizione finanziaria netta dovrebbe iniziare a migliorare con debiti attesi in calo di 7,3 milioni a 18,3 milioni, per poi sostanzialmente dimezzarsi scendendo a 9 milioni a fine 2020.

Borsa – La buona performance dimostra l’apprezzamento delle scelte strategiche 

Il titolo Bomi ha chiuso la seduta di venerdì scorso con un ribasso dell’1,1% a 2,78
euro.

Nelle ultime 52 settimane l’azione ha registrato una performance in progresso di oltre il 14% superando nettamente il Ftse Aim Italia, che nello stesso periodo ha registrato una flessione del 2,7 per cento.

Dinamica, quella di Bomi (ma anche dell’intera Piazza Affari) che ha evidenziato negli ultimi mesi un’inversione di trend, fino a perdere da inizio maggio oltre il 20%, scontando le incertezze politiche e macro-economiche e quindi esogene alla crescita del gruppo.

Una performance comunque notevole, nonostante tali fattori, che dimostra l’apprezzamento degli investitori nei confronti di un’azienda in grado di raggiungere gli obiettivi fissati e di scelte strategiche in grado di garantire nel tempo un solido e costante percorso di crescita.