Banco Bpm è al lavoro per studiare la soluzione più opportuna per rafforzare il patrimonio in vista dell’operazione di de-risking in programma. Per realizzare questo progetto, il management dell’istituto non esclude a priori alcuna possibilità di valorizzazione dei propri asset.
Secondo fonti di stampa, una delle più recenti ipotesi prese in esame potrebbe essere quella della cessione, totale o parziale, del pacchetto che la banca guidata da Giuseppe Castagna detiene in Anima Holding.
Dopo la vendita al gruppo di asset management della propria società di risparmio gestito Aletti Gestielle, Banco Bpm possiede il 14,6% di Anima Holding. Pacchetto che alle attuali quotazioni di Borsa vale circa 225 milioni.
Nel frattempo, la strada principale per recuperare risorse finanziarie e incrementare il buffer sul livello di Cet1 minimo richiesto rimane quella della riorganizzazione con parziale o totale dismissione del settore del credito al consumo dove Banco Bpm è presente attraverso una quota di Agos Ducato, in partnership con Crédit Agricole, e con Profamily. A questo riguardo l’istituto ha nominato un advisor per studiare la soluzione più proficua.
La banca di piazza Meda ha in corso un processo di vendita di un pacchetto di sofferenze di un ammontare che, sulla base della convenienza delle offerte, potrebbe andare da un minimo di 3,5 miliardi a un massimo di 9 miliardi, in questo caso includendo anche la vendita della piattaforma di servicing. Le attuali mosse del management fanno pensare che l’istituto stia puntando alla dismissione di maggiori dimensioni. Operazione che permetterebbe all’istituto di pressoché azzerare le sofferenze, che a giugno 2018 erano arrivate e 10,7 miliardi grazie alle decise azioni di de-risking attuate finora.
A Piazza Affari le azioni Banco Bpm stanno recuperando il 2,3% a 1,9 euro, contro un rialzo dell’1,3% dell’indice Ftse Italia Banche.

























