Giornate vorticose per i nuovi vertici di Carige, che hanno preso il timone della banca in una fase cruciale per la stabilizzazione dei futuri equilibri e che presenta numerose partite aperte, i cui esiti non sono facilmente prevedibili. Un’incertezza che, accompagnata dalle turbolenze sui mercati, penalizza ancora il titolo in Borsa.
Nella seduta di oggi le azioni dell’istituto ligure intorno alle 10:00 perdono l’1,9% a 0,0051, sfiorando un prezzo pari alla metà del prezzo di emissione dei titoli nel corso dell’aumento di capitale di fine 2017.
Intanto, oggi l’amministratore delegato Fabio Innocenzi e il presidente Pietro Modiano sono a Francoforte per incontrare i rappresentanti della Bce con i quali discutere delle richieste dell’organo di vigilanza riguardo la presentazione del nuovo piano di conservazione del capitale della banca entro il 30 novembre, dopo che non è stato approvato il precedente predisposto dall’ex Ad Paolo Fiorentino.
Il piano che prevede un ripristino del livello di capitale Level 2 dovrà essere realizzato entro il mese di dicembre. Programma di non facile esecuzione in tempi stretti visto il livello raggiunto dallo spread e che implicherebbe costi notevoli per un’emissione di titoli Tier2, dopo che già il tentativo effettuato lo scorso mese di marzo non aveva dato i frutti sperati.
Per il momento Carige rispetta i requisiti sul capitale primario con il Cet1 al 30 giugno all’11,9%, contro una richiesta Srep del 9,625% che con l’aggiunta dei buffer arriva all’11,165%, ma un eccessivo rialzo dello spread potrebbe limare il cuscinetto.
In questa delicata situazione, Innocenzi e Modiano punterebbero a chiedere una proroga della scadenza della presentazione del piano di rafforzamento del capitale.
Tornati da Francoforte, i due manager presenteranno al cda gli aggiornamenti del piano di de-risking, in particolare con un focus sulle trattative per la dismissione del pacchetto da 380 milioni di Utp a Bain.
Infine, venerdì ci sarà un vertice con i sindacati sulla questione del piano di contenimento del costo del lavoro e dei tagli al personale.

























