L’ulteriore aumento della quota di Francesco Gaetano Caltagirone nel capitale di Generali rafforza a presa degli azionisti italiani sulla compagnia.
Il peso di questi ultimi è salito al 23,43% dopo che l’imprenditore romano ha portato la sua quota al 4,2% con gli ultimi acquisti effettuati. Gli altri soci tricolore rilevanti sono Mediobanca (primo azionista con il 13,04%), la Delfin di Leonardo Del Vecchio (cui fa capo il 3,15%) ed Edizione (la holding della famiglia Benetton che possiede il 3,04 %).
Secondo gli ultimi rumor, Caltagirone avrebbe ancora intenzione di salire per portarsi al 5% (o addirittura al 7%), sfruttando ancora l’attuale fase di debolezza del titolo dovuta all’allargamento dello spread Btp-Bund.
Per il Leone di Trieste si avvicinano due appuntamenti molto importanti. Il primo è fissato per il prossimo 21 novembre, quando ci sarà la presentazione del nuovo piano strategico 2019-2021, che sarà orientato alla crescita.
In quest’ottica, secondo indiscrezioni proprio Caltagirone avrebbe chiesto al Group Ceo Philippe Donnet di essere più aggressivo nella strategia di sviluppo, valutando anche un potenziale aumento di capitala a supporto di eventuali acquisizioni.
Si ricorda che Generali dispone degli 1,5 miliardi ricavati dalle cessione delle attività dei Paesi non ritenuti più core e gli 1,9 miliardi generati dalla vendita dell’89,9% di Generali Leben (di cui 899 milioni il valore della quota ceduta, 882 milioni di rimborso di debiti subordinati e 125 milioni di earn-out).
Una parte di queste risorse, tuttavia, potrebbe essere utilizzata, oltre che per gli investimenti e in innovazione e ai dividendi, anche per ridurre l’indebitamento finanziario. Lo stesso Donnet ha sottolineato che l’ottimizzazione finanziaria sarà uno dei pilastri del nuovo piano.
L’altro appuntamento rilevante ci sarà nella prossima primavera, quando andrà a scadenza l’attuale board. C’è chi dice che Caltagirone potrebbe farsi promotore di una cordata che potrebbe coinvolgere la famiglia Benetton, la Delfin e il gruppo De Agostini (che possiede l’1,5%) in vista del rinnovo del cda della prossima primavera e in attesa di conoscere il destino del patto di Mediobanca e le possibili ripercussioni, che ad aprile 2019 sarà già conosciuto.
Intorno alle 11:50 a Piazza Affari il titolo sale dell’1,5% a 14,63 euro, una performance in linea con l’indice di settore (+1,6%).

























