Nel periodo luglio – settembre dell’anno in corso i ricavi del colosso di San Donato sono stati pari a 646 milioni, in crescita del 2,9% rispetto a quelli del 3° trimestre 2017 e superiori dell’1,4% rispetto alle attese degli analisti raccolte da Bloomberg.
L’incremento della top line è dovuto sia ai maggiori ricavi regolati (+2,3% su base annua) sia al progresso di quelli non regolati (+21,1%).
A livello di margini operativi l’Ebitda è cresciuto dell’1,4% su base annua a 517 milioni, inferiore però del 2,3% rispetto il consensus.
Nel periodo in esame l’Ebit è stato pari a 346 milioni, in flessione dello 0,9% e al di sotto del 3,6% rispetto alle attese degli analisti, scontando ammortamenti e svalutazioni aumentati del 6,2 per cento.
Al di sotto della gestione caratteristica, gli oneri finanziari netti sono stati pari a 47 milioni, in calo del 16,1%, mentre i proventi netti su partecipazioni sono aumentati del 2% a 46 milioni.
L’utile ante imposte si è fissato così a 345 milioni, in crescita del 2,1% su base annua. Le imposte sono diminuite dell’1,1%, con un tax rate sceso al 24,9% dal precedente 25,7 per cento.
Il terzo trimestre del 2018 si è chiuso con un utile netto di 259 milioni, salito del 3,2% su base annua ma inferiore dell’1,7% rispetto alle attese.
Sul fronte dello stato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre scorso si esprime in 11,74 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto al 30 giugno 2018 e superiore dell’1,3% rispetto alle attese degli analisti.
Gli investimenti del 3° trimestre del 2018 sono stati pari a 215 milioni, in diminuzione del 16,7% su base annua e inferiori del 16,7% rispetto alle stime dei broker.
























