Gli indici azionari europei estendono le perdite nella prima parte del pomeriggio, complice l’apertura nuovamente in rosso di Wall Street.
Intorno alle 15:50 il Ftse Mib arretra dell’1,8%, mediamente in linea con il Dax di Francoforte (-1,8%), il Cac 40 di Parigi (-1,6%), il Ftse 100 di Londra (-1%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,7%).
Oltreoceano sono ancora i titoli tecnologici a guidare i ribassi, con il Nasdaq in calo dell’1,7% e il gruppo di titoli Faang (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google), colossi che hanno guidato il recente bull market, sotto pressione.
Le preoccupazioni legate alle tensioni commerciali e il rallentamento della crescita restano le principali fonti di incertezza a livello internazionale. A questo si sommano i dubbi legati alla Brexit, con il premier britannico Theresa May atteso domani a Bruxelles per trattare sulle relazioni future con l’Ue e la questione dei conti pubblici italiani, in vista della probabile procedura di infrazione.
Domani, infatti, la Commissione europea rilascerà il proprio parere sulle leggi di bilancio dei Paesi dell’Unione e verosimilmente avvierà l’iter sanzionatorio nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto dei vincoli sul debito. Dinamica che ha contribuito alla nuova impennata dello spread a 336 punti base, massimo da circa un mese, anche se poi il differenziale si è ridimensionato a 323 bp con il rendimento del decennale italiano al 3,59 per cento. Intanto prosegue il collocamento di Btp Italia riservata al retail, con una domanda ancora debole dopo il “flop” della prima giornata.
Sul Forex l’euro/dollaro arretra in area 1,14 mentre si rafforza lo yen, a 112,4 nei confronti del biglietto verde. Tra le materie prime rimane sostanzialmente stabile l’oro a 1.225 dollari l’oncia mentre viaggiano in deciso ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-2%) a 65,5 dollari e il Wti (-2,1%) a 56 dollari.
Tornando a Piazza Affari, resta in cima al Ftse Mib ENEL (+1,3%) nel giorno della presentazione del piano industriale aggiornato al 2021. Sottotono i bancari, in particolare BANCO BPM (-4,7%), oltre a SAIPEM (-5,5%), BANCA MEDIOLANUM (-3,9%) e STM (-3,6%) che sconta la debolezza dei produttori di microchip e di Apple.

























