Media – Indice in calo (-1,7%), crolla ancora Mondo Tv (-18,6%)

Cede l’1,7% nella seduta di ieri il Ftse Media Italia che sovraperforma così di poco la contrazione del 2% registrata dall’Euro Stoxx Tmi Media. Debole la Borsa di Milano (-1,9%), in attesa del parere della Commissione Europea sulla legge di bilancio.

Continua a delinearsi sempre più concretamente il nuovo assetto Media a livello globale dopo che le autorità cinesi hanno approvato il programma di Walt Disney relativo all’acquisizione dei principali asset di 21st Century Fox per 71,3 miliardi di dollari. L’approvazione è stata garantita senza condizioni particolari e a questo punto, l’acquisizione potrebbe concludersi prima del secondo semestre 2019.

Sottotono Mediaset (-0,9%) che sorpassa la Rai sullo share. Lo sottolinea l’Osservatorio Agcom riferito a giugno scorso. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli ascolti della Rai scendono al 33,3% (-2,5 punti percentuali) mentre quelli di Mediaset salgono di 3,7 punti percentuali al 33,7 per cento.

Share in calo anche per Comcast (Sky Italia) e Discovery a fronte di una evoluzione positiva di La7 del gruppo Cairo Communication.

Ritornano le vendite su Mondo Tv (-18,6%) che annulla il rialzo messo a segno nella seduta di avvio di settimana, dopo il forte calo del 46% registrato la scorsa settimana.

Seduta negativa anche per Giglio Group che lasci sul terreno il 6,9%. Performance riconducibile ai timori degli investitori in merito alla possibile contrazione dei ricavi della società attiva nell’e-commerce 4.0 qualora entrasse in vigore la web tax.

Nello scenario di maggiore impatto sull’intero settore del commercio online in un triennio la produzione risulterebbe inferiore fino a circa 2 miliardi rispetto allo scenario base senza imposta, con un’incidenza dello 0,06% sulla produzione complessiva dell’economia.

L’impatto negativo sull’occupazione del settore porterebbe a una perdita di circa 17mila addetti, lo 0,07% del totale di riferimento, a fronte di un maggior gettito fiscale di poco superiore a 250 milioni.