Il movimento discendente avviato lo scorso 5 ottobre a partire dal massimo relativo intraday a 16,668 euro ha spinto le quotazioni dei titoli del colosso petrolifero italiano al di sotto della trend line rialzista di lungo periodo, passante per 14,06 euro, scivolando nella seduta odierna fino al minimo relativo intraday a quota 13,644 euro. Un movimento che è stato alimentato dal crollo delle quotazioni del petrolio che dal top del 3 ottobre a 76,90 dollari al barile ha perso quasi il 40 per cento.
All’interno di un quadro grafico negativo in tutti gli orizzonti temporali (lungo, medio e breve periodo), nell’ipotesi in cui i corsi delle azioni Eni rompano al ribasso il supporto statico posizionato a 13,642 euro potrebbe essere immaginabile una rapida discesa verso il successivo supporto statico individuabile a quota 13,318 euro. A questo punto, l’eventuale cedimento, confermato in chiusura di seduta, di questo livello potrebbe poi spingere le quotazioni dei titoli del gruppo guidato da Claudio Descalzi verso un primo obiettivo ribassista di breve periodo individuabile a 13,22 euro, al di sotto del quale il successivo target è posizionabile a quota 13,08 euro.
Lo scenario negativo appena evidenziato per i corsi delle azioni Eni potrebbe essere accantonato nel caso di recupero dei prezzi del petrolio che potrebbero consentire un allungo delle quotazioni dei titoli in esame verso una prima resistenza statica posta a 13,994 euro, al di sopra della quale la successiva barriera da monitorare è individuabile a quota 14,164 euro. Nel caso di breakout convinto di questa resistenza statica i corsi delle azioni Eni potrebbero mettere nel mirino un primo obiettivo rialzista di breve periodo posizionabile a 14,386 euro, al di sopra del quale il successivo target è individuabile a quota 14,698 euro.
La performance da inizio 2018 dei titoli Eni è pari al +0,2%, mentre il target price medio sulla base dei contributi dei 26 analisti rilevato da Bloomberg è pari a 18,19 euro, con un potenziale rialzista del 31,5 per cento.

Prezzo di riferimento: 13,83 euro
+6,3% è il potenziale rialzista rispetto alla quarta resistenza a 14,698 euro;
+4,0% è il potenziale rialzista rispetto alla terza resistenza a 14,386 euro;
+2,4% è il potenziale rialzista rispetto alla seconda resistenza a 14,164 euro;
+1,2% è il potenziale rialzista rispetto alla prima resistenza a 13,994 euro;
-1,4% è la potenziale flessione rispetto al primo supporto a 13,642 euro;
-3,7% è la potenziale flessione rispetto al secondo supporto a 13,318 euro;
-4,4% è la potenziale flessione rispetto al terzo supporto a 13,22 euro;
-5,4% è la potenziale flessione rispetto al quarto supporto a 13,08 euro.

























