Dalla lettura dei dati di Eurocontrol, organizzazione europea per la sicurezza del traffico aereo, si apprende che nel mese di dicembre le rotte di sorvolo dello spazio aereo italiano (con o senza scalo) hanno registrato una crescita dell’11,1% su base annua mentre nell’intero 2018 i volumi di traffico sono aumentati del 9,3% rispetto al 2017.
L’Italia, nel 2018, ha registrato il tasso di crescita più alto rispetto ai grandi paesi europei.
Si segnala che il primo trimestre, che si è chiuso con il +7,6%, è solitamente quello con i volumi di traffico più bassi dell’anno. I tre mesi successivi (aprile, maggio e giugno) sono stati archiviati con un aumento del 9,5% mentre il terzo trimestre (luglio, agosto, settembre) è il migliore dell’anno in termini di volumi di traffico, con una crescita del 9,8% su base annua. Il periodo ottobre-dicembre si è chiuso con un incremento del 9,65 per cento.
Il positivo andamento del traffico è attribuibile, in parte, all’implementazione da parte di Enav del Free Route, un progetto rivoluzionario che ha reso possibile, per tutti i velivoli in sorvolo ad una quota superiore ai 9.000 metri, di attraversare i cieli italiani con un percorso diretto. Grazie all’abbassamento del Free Route, il beneficio complessivo nel 2018 per le compagnie aeree è quantificabile in 43 milioni di Kg di carburante in meno per circa 32 milioni di euro di risparmio.
L’unico fattore, ancora in parte limitante, è la restrizione dello spazio aereo libico, che impatta negativamente sui collegamenti tra Europa e Africa, comportando il venir meno di quelle tratte che prima attraversavano lo spazio aereo italiano. Enav è peraltro impegnata in Libia avendo stipulato, lo scorso dicembre, un contratto con la Libyan Civil Aviation Authority per l’ammodernamento degli equipaggiamenti della torre di controllo dell’International Airport di Tripoli. Il service provider italiano sta anche ricostruendo completamente la Torre di controllo del Mitiga Airport, l’altro scalo di Tripoli.
Il traffico di rotta rappresenta circa il 75% del fatturato di Enav ed è calcolato in termini di unità di servizio, una misura convenzionale ponderata che tiene conto del peso dell’aeromobile al decollo e, nel caso del traffico di rotta, comprende anche la distanza percorsa dall’aeromobile.
Si segnala che per Enav le tariffe si basano su due parametri previsionali, i costi e il traffico, che consentono di mantenere il sistema regolato grazie a uno schema normativo che ripartisce con estrema precisione il rischio tra Enav e le aviolinee, riducendo al minimo l’esposizione al rischio traffico.
Gli eventuali scostamenti rispetto alle previsioni di traffico vengono infatti bilanciati alla fine di ogni anno attraverso meccanismi di aggiustamento, il cosiddetto “balances”, sulle tariffe degli anni successivi.