Nell’attesa dei conti del 4° trimestre del 2018 che saranno pubblicati il prossimo 15 febbraio, le quotazioni dei titoli del colosso petrolifero italiano sono ben inserite all’interno di un canale rialzista di breve periodo, con un grosso ostacolo rappresentato dalla media mobile a 100 sedute, attualmente in transito a 14,943 euro. A dare una grossa mano ai corsi delle azioni Eni nelle ultime sei settimane la forte ripresa dei prezzi del petrolio che, dal minimo del 24 dicembre a 42,36 dollari al barile, hanno recuperato circa il 24 per cento.
Ai livelli attuali, la ripresa dell’uptrend di breve periodo sembra essere subordinata al superamento della sopracitata resistenza dinamica posizionata a 14,943 euro dato che in questo scenario positivo le quotazioni dei titoli del gruppo guidato da Claudio Descalzi potrebbero rapidamente puntare verso la successiva barriera individuabile a 15,156 euro. Nel caso di rottura al rialzo di questa resistenza statica i corsi delle azioni Eni potrebbero così puntare con decisione verso un primo obiettivo di breve periodo posizionabile a 15,44 euro, al di sopra del quale il successivo target è individuabile a quota 15,838 euro.
Segnale di debolezza per le quotazioni dei titoli del gruppo del cane a sei zampe, invece, il cedimento del supporto statico posto a 14,376 euro in quanto il deterioramento del quadro grafico di breve periodo (a neutrale da rialzista) potrebbe favorire una discesa verso il successivo supporto individuabile a 14,09 euro. L’eventuale rottura al ribasso di questo livello potrebbe proiettare i corsi delle azioni Eni verso i due obiettivi di breve periodo individuabili rispettivamente a 13,814 euro prima e a quota 13,42 euro in seguito.
La performance da inizio anno dei titoli Eni è pari al +6,2% (-22,6% nell’intero 2018), mentre il target price medio sulla base dei contributi dei 25 analisti rilevati da Bloomberg è pari a 17,99 euro, con un potenziale rialzista del 23,2 per cento.
Prezzo di riferimento: 14,60 euro
+8,5% è il potenziale rialzista rispetto alla quarta resistenza a 15,838 euro;
+5,8% è il potenziale rialzista rispetto alla terza resistenza a 15,44 euro;
+3,8% è il potenziale rialzista rispetto alla seconda resistenza a 15,156 euro;
+2,4% è il potenziale rialzista rispetto alla prima resistenza a 14,943 euro;
-1,5% è la potenziale flessione rispetto al primo supporto a 14,376 euro;
-3,5% è la potenziale flessione rispetto al secondo supporto a 14,092 euro;
-5,4% è la potenziale flessione rispetto al terzo supporto a 13,814 euro;
-8,1% è la potenziale flessione rispetto al quarto supporto a 13,42 euro.


























