Spaxs (Aim) – I conti di Banca Interprovinciale del 2018

Il cda di Banca Interprovinciale, la banca acquistata da Spaxs, la Spac promossa da Corrado Passera, ha approvato i conti preliminari relativi all’esercizio 2018.

La business combination è diventata efficace lo scorso 20 settembre e, prossimamente, le due società si fonderanno per generare illimity, la nuova banca digitale specializzata nel credito alle Pmi e nei corporate Np che sarà quotata al mercato Mta.

L’esercizio si è chiuso con una perdita netta per 29,1 milioni, che ha scontato i costi per la business combination e le operazioni effettuate per ristabilire gli aggregati patrimoniali.

A livello patrimoniale, nel solo quarto trimestre, gli impieghi a clientela sono cresciuti del 61% a quota 613 milioni, grazie ad alcuni investimenti in portafogli di crediti deteriorati, la nuova attività in cui vuole svilupparsi illimity, e a un riassetto del portafoglio titoli.

Nello specifico, il gruppo ha acquistato Npl per 175 milioni, di cui 90 milioni si riferiscono all’investimento in pacchetti di sofferenze, mentre 51 milioni sono relativi all’erogazione di credito senior, garantito da un portafoglio di crediti non performing corporate secured e 34 milioni derivanti da transazioni di turnaround effettuate dalla divisione Pmi.

Inoltre, la banca ha ridimensionato di oltre il 75% i titoli governativi detenuti per ridurre il rischio tasso e il rischio di credito. L’operazione ha generato perdite che sono state interamente spesate nel conto economico 2018 ma, allo stesso tempo, ha consentito di ridurre il rischio tasso e il rischio di credito a “valori trascurabili” per il portafoglio di titoli classificati come Htcs e di “oltre il 75%” per i titoli classificati come Htc.

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, al 31 dicembre 2018 il totale attivo della banca si è ridotto a 909 milioni, rispetto ai circa 1,1 miliardi a fine 2017.

La raccolta diretta da clientela nell’anno  2018 è in leggera crescita rispetto  all’esercizio precedente, attestandosi a 556 milioni, di cui 474 milioni sono depositi da clientela, in crescita del 9% rispetto al 2017.

Al fine 2018 il patrimonio netto si attesta a 228 milioni, rispetto ai 60 milioni al 31 dicembre 2017. Tale valore tiene conto della perdita di esercizio per circa 29,1 milioni e dei versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi 200 milioni, effettuati da Spaxs per consentire l’avvio della nuova operatività della banca pro-tempore in attesa dell’efficacia della fusione.

A fine 2018, il Cet1 della banca si attesta al 42%, il Net Stable Funding ratio è pari al 142% e il Liquidity Coverage ratio al 246 per cento.

A livello economico, Banca Interprovinciale ha generato 12,3 milioni di margine di interesse (+5% a/a) e 4,2 milioni di commissioni nette (-3% annuo).

L’esercizio si è chiuso in rosso per 29,1 milioni, dopo aver scontato svalutazioni pari a 15 milioni per la vendita di titoli di Stato, 31,4 milioni di costi operativi (11 milioni nel 2017) per le maggiori spese non ricorrenti connesse all’esecuzione della business combination e 7,4 milioni di rettifiche di valore nette su crediti (3,2 milioni nell’esercizio precedente) per effetto delle maggiori posizioni non performing.

Corrado Passera, Ad di Banca Interprovinciale, ha dichiarato che il risultato dell’esercizio è “in linea con quanto previsto dal piano industriale” e “riflette i costi necessari alla costruzione del nuovo modello di banca, inclusi i primi investimenti in risorse umane, con un numero di dipendenti in pochi mesi salito a 138, e in tecnologia, legati allo sviluppo di una piattaforma tecnologica all’avanguardia e alla costruzione di una banca diretta digitale innovativa”.

Passera, a commento dei risultati, ha poi aggiunto che “il risultato economico dell’anno 2018 include inoltre gli effetti dell’attività di de-risking del portafoglio di titoli governativi, che abbiamo proattivamente deciso di ridurre tenuto conto del mutato contesto macro. D’altra parte, le nuove attività avviate nel quarto trimestre con 175 milioni di nuovi attivi generati, dispiegheranno interamente i propri effetti positivi solo nel 2019 e beneficeranno dell’accelerazione della spinta commerciale derivante dal progressivo completamento della struttura organizzativa”.