Il cda di Banca Intermobiliare (Bim) ha approvato il progetto di bilancio consolidato e d’impresa al 31 dicembre 2018, effettuando modifiche su alcune voci di bilancio rispetto ai risultati preliminari comunicati l’8 febbraio scorso.
La perdita netta consolidata è risultata di 153,7 milioni (rispetto ai 147,5 milioni riportati nei conti preliminari) per effetto di maggiori rettifiche di valore sui crediti e accantonamenti netti al fondo rischi ed oneri, con conseguente decremento del patrimonio netto consolidato per 6,2 milioni che scende a 80,8 milioni (87,1 milioni nei risultati preliminari).
Nello specifico, le rettifiche di valore sui crediti sono salite di 4,9 milioni, a seguito del peggioramento del merito creditizio e della relativa valutazione di alcune esposizioni creditizie, e degli accantonamenti al fondo rischi e oneri per 1,3 milioni dopo aggiornamenti nelle valutazioni.
Di conseguenza, il Cet1 ratio a fine 2018 si attesta a 19,7% (21,3% nei risultati preliminari).
La società comunica inoltre la variazione dei risultati consuntivi al 31 dicembre 2018 rispetto alle quantificazioni indicate nel piano industriale 2019-2021, approvato dal cda lo scorso 6 settembre.
Nella tabella seguente sono esposte le variazioni indicate dalla società nel comunicato rilasciato in data odierna:
Al 31 dicembre 2018, gli asset under management si attestano a 5,5 miliardi (a fronte dei 5,9 miliardi previsti dal piano).
Bim, inoltre, nella nota sottolinea che “le incertezze legate alla realizzazione del piano industriale nel 2019, e le decisioni, non ancora pervenute, che la Vigilanza potrebbe assumere nell’ambito della Srep, hanno indotto il socio di maggioranza a rappresentare formalmente alla banca il supporto con cui si impegna ad intervenire, ove si rendesse necessario, con operazioni di rafforzamento patrimoniale, in modo da assicurare che, nell’arco dei prossimi dodici mesi, siano rispettati i coefficienti patrimoniali regolamentari”.
L’evoluzione prospettica delle principali grandezze aziendali, in una logica meramente inerziale, rende ipotizzabile, per alcuni dei principali KPI un valore, per la fine del 2021, inferiore a quanto riportato nel piano industriale: ciò non tiene conto dell’auspicato contributo delle azioni di accelerazione del piano già comunicate al mercato l’8 febbraio scorso e per le quali è all’opera l’advisor Vitale & Co., individuato dal socio di controllo”.


























