Ahold Delhaize nell’esercizio 2018 ha realizzato ricavi pari a 62,8 miliardi (-0,2% a/a), un Ebitda di 4,2 miliardi (+3,2% a/a) e un risultato netto di 1,8 miliardi (-1,3% a/a). Al 31 dicembre 2018 l’indebitamento finanziario netto era pari a 3,5 miliardi.
Ahold Delhaize ha comunicato i risultati dell’esercizio 2018 che ha visto un fatturato attestarsi a 62,8 miliardi in calo dello 0,2% rispetto ai 62,9 miliardi del 2017 a causa della performance degli USA, mercato principale per il gruppo con il 59,7% del volume d’affari, che nel 2018 ha visto i ricavi fissarsi a 37,6 miliardi in diminuzione del 2,5% rispetto ai 38,4 miliardi del 2017 (61,1% del totale).
Sul dato ha inciso un effetto valutario negativo: a cambi costanti il fatturato 2018 degli USA registra un progresso dell’1,9%.
Il risultato americano è stato sostanzialmente compensato dalle performance europee, con l’Olanda in progresso del 3,7% a 14,2 miliardi (22,6% del totale), il Belgio in crescita del 2,9% a 5,1 miliardi (8,1% del totale) e il Centro e Sud Europa in avanzo del 3,9% a 6,0 miliardi (9,6% del totale).
L’Ebitda risulta in aumento del 3,2% a 4,2 miliardi (6,7% dei ricavi) rispetto ai 4,1 miliardi del 2017 (6,5% del fatturato).
Maggiore è stata la crescita dell’Ebit (+7,6%) dai 2,2 miliardi del 2017 (3,5% dei ricavi) ai 2,4 miliardi del 2018 (3,8% del fatturato) grazie alla riduzione degli ammortamenti da 1,86 miliardi a 1,82 miliardi.
Anche sull’Ebit pesa l’effetto valutario: la componente statunitense, pari a 1,6 miliardi (61,9% del totale), che a cambi correnti cresce del’8,2%, a cambi costanti registra un progresso del 12,9%.
Infine, a causa dell’aumento del carico fiscale da 111 milioni a 340 milioni e di una perdita delle discontinued operation di 16 milioni, l’utile netto del 2018 risulta pari a 1,8 miliardi (2,9% dei ricavi) in calo dell’1,3% rispetto agli 1,2 milioni del 2017 (sempre 2,0% del fatturato).
La struttura finanziaria vede il patrimonio netto passare dai 15,2 miliardi del 31 dicembre 2017 (con ratio Total Asset / Equity del 2,23x) ai 14,8 miliardi del 31 dicembre 2018 (con ratio Total Asset / Equity dell’2,25x).
Al contrario, l’indebitamento finanziario netto cresce dai 2,7 miliardi di fine 2017 ai 3,5 miliardi di fine 2018, con la componente a breve della pfn che presenta un saldo positivo di 2,0 miliardi (positivo per 2,5 miliardi al 31 dicembre 2017).
L’aumento dell’indebitamento finanziario netto determina la crescita sia del rapporto Net debt / Ebitda da 0,66x a 0,83x, sia del ratio Net debt / Equity da 0,18x a 0,24x.
Inoltre il calo contestuale dell’utile netto e dell’equity permettono al roe di rimanere sostanzialmente stabile (12,0% nel 2017 e 12,1% nel 2017).
I flussi di cassa operativi del 2018 sono stati pari a 4,3 miliardi e hanno parzialmente finanziato l’attività di investimento (1,9 miliardi), il programma di buy-back azionario (2,0 miliardi), la distribuzione di dividendi (757 milioni) e il pagamento di interessi (324 milioni).
Nel 2018 è proseguito il trend ascendente iniziato ad agosto 2017 (quando l’azione ordinaria scambiava a 14,80 euro, sui minimi dalla fusione tra Ahold e Delhaize avvenuta nel luglio 2016) che ha portato il titolo sui massimi storici in area 24 euro il 28 marzo 2019 prima di tornare sui 23,18 euro attuali.






























