Banche (-1,6%) – Tiene la parità Pop. di Sondrio

Il Ftse Italia Banche chiude con un ribasso dell’1,6% e al di sotto dell’omologo europeo (-0,9%), frenando anche il Ftse Mib (-0,4%).

Sullo sfondo restano le preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale, alimentate dall’aumento dell’incertezza sul fatto che Stati Uniti e Cina possano arrivare ad un accordo commerciale, dopo il nuovo scontro a colpi di dazi reciproci, con le incertezze che prevalgono sulla prosecuzione dei negoziati.

Sul fronte domestico, la Commissione Europea ritiene che l’Italia non stia rispettando le regole europee sul bilancio per via del suo alto debito pubblico e, a causa di questo, raccomanda l’avvio di una procedura di infrazione.

Ora l’Ecofin, composto da ministri finanziari dell’UE, ha a disposizione due settimane (fino al 19 giugno) per decidere se sostenere le valutazioni dell’organo comunitario.

Ora deve essere l’esecutivo di Roma che deve “mostrare che la procedura può essere evitata e come farlo”, ha dichiarato il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, mentre il vice presidente, Valdis Dombrovskis ha rimarcato che “l’Italia deve riconsiderare la traiettoria del debito, che deve calare”.

“Il Governo continuerà ad avere un dialogo “costruttivo” con la Commissione UE per raggiungere un accordo su come centrare i target di bilancio 2019, con il rapporto deficit/Pil che scenderebbe al 2,1% rispetto al 2,4% indicato finora”, hanno fatto sapere da palazzo Chigi.

In questo contesto, anche per effetto dello spread Btp-Bund riallargatosi in area 280 pb (anche se poi è di nuovo sceso nell’intorno dei 271 pb; fonte Mts Markets), sul comparto bancario sono tornate le vendite dopo il tentato rimbalzo di martedì.

Il tutto in attesa dei possibili dettagli sulla nuova tornata di Tltro che il presidente della Bce, Mario Draghi, potrebbe comunicare oggi.

In rosso tutti i titoli del Ftse Mib, tra cui Bper (-1,8%), il cui potenziale interesse per Carige appare remoto al momento, e UniCredit (-3,4%), i cui vertici stanno lavorando al nuovo piano strategico. Ok Mediobanca (+0,8%), che nei giorni scorsi ha riorganizzato il corporate & investment banking.

Sul Mid Cap, frenano Credem (-1%), Mps (-2%), che intende raggiungere l’obiettivo di cessione di 2 miliardi di Utp, e Creval (-1%), il cui management il prossimo 18 giugno presenterà il nuovo piano industriale.

Resiste Popolare Sondrio (0,0%), sempre in scia al via libera ricevuto dalla Bce all’utilizzo dei modelli interni e nonostante Fitch abbia ridotto il rating a ‘BB+’ da ‘BBB’ (con outlook stabile).

Tra le Small Cap riflettori puntati sempre su Carige anche se temporaneamente sospesa dalle contrattazioni per decisione della Consob, su cui proseguono i rumor sul possibile destino dell’istituto, che coinvolgono anche Bper.

Contiene il calo Banca Finnat (-0,7%), che ha acquisito una forte leadership nell’assistenza agli emittenti quotati all’Aim.