Endesa, la controllata spagnola che contribuisce per circa il 20% all’Ebitda del gruppo Enel, ha approvato i conti relativi al periodo gennaio-giugno del 2019, che mostrano una gestione operativa in crescita e marginalmente superiore alle stime degli analisti.
Un andamento che ha portato il management a confermare la guidance fornita per l’interno 2019: Ebitda a 3,7 miliardi, Utile netto a 1,5 miliardi.
Nel dettaglio, il fatturato del periodo in esame è sceso su base annua dell’1,4% a 9,8 miliardi. Risultato che ha risentito del calo della produzione di energia elettrica nella penisola (-14,1% a 24.658 GWh), principalmente a causa della contrazione dell’output delle centrali idroelettriche e a carbone.
Diminuiscono le vendite di energia elettrica, sia nel settore regolato (-8% a 6.673 GWh) sia in quello non regolato (-2% a 41.057 GWh), e di gas (-9,4% a 39.258 GWh).
A livello di risultati operativi, l’Ebitda è cresciuto del 5% a 1.894 milioni (vs stime di 1.886 milioni) beneficiando della performance delle attività non regolate (+21% a 745 milioni, il 40% dell’Ebitda totale), grazie all’incremento dei prezzi che ha più che compensato i maggiori costi legati all’aumento dei prezzi della CO2 oltre che le minori vendite nell’hydro.
Lieve calo invece per il settore regolato (-3% a 1.149 milioni, il 60% dell’Ebitda complessivo) a causa dei minori margini del business della generazione estera.
A ciò si aggiunge l’azione di contenimento dei costi operata dal management.
L’Ebit è salito del 4,5% a 1.100 milioni (vs consensus di 1.085 milioni), nonostante i maggiori ammortamenti (+5,7% a 794 milioni), connessi principalmente agli investimenti in digitalizzazione e ottimizzazione della rete oltre all’impatto dello standard contabile IFRS 16 (13 milioni).
Il conto economico si chiude con un utile aumentato del 3,2% a 776 milioni (vs stime di 768 milioni).
L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 ammonta a 6.795 milioni (vs consensus di 6.858 milioni), in aumento di 1.025 milioni rispetto a fine dicembre 2018. La variazione è riconducibile all’effetto dello standard contabile IFRS 16 (+186 milioni), agli investimenti connessi alla costruzione di nuova capacità rinnovabile, a cui si aggiunge il pagamento di dividendi (acconto) per 741 milioni.
Nel periodo in esame, gli investimenti lordi sono balzati del 72,6% a 956 milioni e si riferiscono principalmente a digitalizzazione e a progetti eolici e solari.
Si segnala che i soci hanno approvato il pagamento di un dividendo lordo a valere sul 2018 di 1,427 euro per azione, pari al 100% dell’utile (1,382 rispetto all’anno precedente, +3%), per un importo complessivo di 1.511 milioni. L’acconto del dividendo (complessivi 741 milioni) è stato pagato lo scorso 2 gennaio, mentre il saldo (complessivi 770 milioni) lo scorso 2 luglio.




























