Nel secondo trimestre 2019 il colosso elettrico italiano ha contabilizzato ricavi consolidati in crescita su base annua del 6% a 18,1 miliardi.
Dopo la contabilizzazione di costi operativi cresciuti meno che proporzionalmente (+3,6% a 13,7 miliardi), l’Ebitda riporta una crescita a doppia cifra del 14,1% a 4,4 miliardi.
Un andamento che beneficia in particolare del mercato italiano (+5,1% a 1,8 miliardi, il 42,4% del totale), sudamericano (+33,3% a 1,3 miliardi, il 30,6% del totale) e di quello spagnolo (+6% a 949 milioni, il 30,6% del totale).
Al netto delle partite relative a operazioni straordinarie, l’Ebitda ordinario risulta in aumento del 12,8% a 4,3 miliardi. Migliora anche la relativa marginalità al 24,1% dal 22,4% del periodo di confronto.
Dopo la contabilizzazione di ammortamenti e perdite di valore, incrementati di oltre il 43% a 2,1 miliardi, l’Ebit si contrae del 4,5% a 2,2 miliardi.
Spesati minori oneri finanziari netti (-7% a 594 milioni), oneri da partecipazioni valutate al patrimonio netto (22 milioni, a fronte dei 9 milioni di proventi del corrispondente periodo 2018), minori imposte (-27,1% a 373 milioni), l’utile netto del gruppo è cresciuto del 12,7% a 959 milioni. Al netto delle partite relative a operazioni straordinarie, l’utile netto ordinario è balzato del 31,4% a 1,1 miliardi.
L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 cifra in 45,4 miliardi, sostanzialmente in linea con il valore di fine marzo 2019 (+298 milioni).
Gli investimenti nel periodo in esame ammontano a 2,3 miliardi, in crescita del 21,8 per cento. In base alla suddivisione per area geografica, in particolare sono state destinate maggiori risorse in Italia (+6,7% a 617 milioni, il 26,9% del totale) e in Spagna (+56,5% a 598 milioni, il 23,6% del totale).


























