Bper ha archiviato il secondo trimestre 2019 con un margine di intermediazione pari a 491,5 milioni (-3,4% a/a), al cui interno le componenti core hanno mostrato dinamiche opposte. L’utile netto si è attestato a 52,6 milioni (-7,6% rispetto al secondo trimestre 2018), anche a causa di rettifiche su crediti salite 74,9 milioni (+27,7% su base annua).
Il secondo trimestre 2019 di Bper è stato caratterizzato da una riduzione del margine di intermediazione, compensato in parte dal calo dei costi operativi. L’utile netto è sceso, risentendo dell’aumento delle rettifiche su crediti.
Il margine di intermediazione è sceso a 491,5 milioni (-3,4% rispetto al periodo di confronto).
Il margine di interesse è diminuito a 272,3 milioni (-2,8% rispetto al secondo trimestre 2018), a causa soprattutto degli effetti contabili dovuto all’introduzione dei principi Ifrs9 e Ifrs16.
Le commissioni nette sono salite a 195,2 milioni (+2,2% rispetto al periodo di confronto), supportate da quelle generate dalla bancassurance e da quelle legate alle carte, agli incassi e ai pagamenti.
I profitti da trading si sono ridotti a 5,4 milioni (-67,1% rispetto al secondo trimestre 2018), mentre gli altri ricavi sono diminuiti a 18,6 milioni (-11,6% su base annua).
I costi operativi sono scesi a 344,7 milioni (-3,7% a/a). Nel dettaglio, le spese per il personale sono rimaste stabili a 213,1 milioni, mentre gli altri costi sono calati a 131,6 milioni (-9,2% su base annua).
Tali dinamiche hanno portato a un risultato lordo di gestione pari a 146,8 milioni (-2,7% rispetto al secondo trimestre 2018).
Dopo rettifiche su crediti aumentate a 74,9 milioni (+27,7% rispetto al periodo di confronto), il risultato netto di gestione si è fissato a 71,9 milioni (-22% su base annua).
Il periodo si è chiuso con un utile netto di 52,6 milioni (-7,6% rispetto al secondo trimestre 2018).


























