Le principali piazze del Vecchio Continente chiudono la seduta in rialzo con guadagni oltre il punto percentuale, sostenute dall’andamento positivo di Wall Street che, intorno alle ore 18:00, continua a viaggiare in rialzo.
Il Ftse Mib di Milano è salito dell’1,5%, chiudendo le contrattazioni a 20.841 punti, mentre il Dax di Francoforte ha guadagnato l’1,7%, il Cac 40 di Parigi il 2,3%, l’Ibex 35 di Madrid l’1,1% e il Ftse 100 di Londra l’1,2 per cento.
Oltreoceano, il Dow Jones evidenzia nel frattempo un rialzo dell’1%, lo S&P 500 dell’1,4% e il Nasdaq dell’1,7 per cento.
Seduta in rimonta per le Borse mondiali, che sembrano avere momentaneamente accantonato le preoccupazioni legate a un rallentamento della crescita globale e ad un acuirsi delle tensioni sul fronte commerciale tra Usa e Cina.
Frenano così quei timori che negli scorsi giorni avevano favorito un clima di avversione al rischio, spingendo gli acquisti sui beni rifugio come oro e bond.
L’intervento odierno della People’s Bank of China sulla valuta è stato apprezzato dagli operatori e giudicato come uno sforzo per stabilizzare la valuta, contribuendo a calmare il nervosismo iniziato lunedì in scia alla più forte discesa dello yuan dal 2015.
Sul fronte macro, questa mattina è stata comunicata la bilancia commerciale cinese, che a luglio ha registrato un surplus di 45,06 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 50,97 miliardi del mese precedente ma superiore ai 42,65 miliardi attesi dagli analisti.
Sempre in giornata, è stato diffuso il numero delle richieste americane di sussidi disoccupazione nella settimana chiusa il 3 agosto. Le richieste, pari a 209 mila unità, si sono rivelate inferiori al consensus (215 mila unità) e alle 217 mila unità della settimana precedente (riviste da 215 mila unità prima indicate).
Sul Forex, il biglietto verde cede terreno rispetto alle altre valute con il cambio Eur/Usd a 1,121 e l’Usd/Jpy a 106,06.
Tra le materie prime, rimbalzano le quotazioni del greggio dopo il crollo di ieri, beneficiando anche dalla notizia che l’Arabia Saudita non tollererà il continuo calo dei prezzi: Brent e Wti scambiano rispettivamente a 52,73 dollari al barile (+3,2%) e 57,55 dollari al barile (+2,3%). Frena, invece, la corsa dell’oro, dopo il rally delle ultime sedute (1.509,7 dollari l’oncia).
Sull’obbligazionario italiano, il rendimento del decennale ritorna all’1,54%, con il relativo spread verso il bund tedesco in aumento a 210 punti base.
A Piazza Affari, Fineco (+4,7%) chiude in testa. Seduta brillante anche per Stm (+4%), Buzzi (+3,7%) e Atlantia (+3,3%).


























