Tod’s – Nel 2Q 19 calano le vendite in Italia, Europa e dei prodotti Tod’s

Il Cda di Tod’s ha approvato la relazione semestrale consolidata sull’andamento del gruppo nei primi sei mesi 2019, comunicando nel contempo anche il dato sul fatturato del secondo trimestre dell’esercizio in corso.

Il 2Q 2019 si è chiuso con ricavi per 238,2 milioni, in calo del 5% rispetto al pari periodo 2018 e al di sotto del 2,9% rispetto al consensus raccolto da Bloomberg.

Al 30 giugno 2019, la rete distributiva del gruppo è composta da 288 DOS e 114 negozi in franchising, rispetto ai 276 DOS e 118 negozi in franchising a fine marzo 2019.

A livello di singoli marchi, si registra la contrazione dell’8,6% a 124,8 milioni dei prodotti Tod’s che rappresentano oltre il 52% del fatturato totale del gruppo. Calano anche le vendite delle collezioni del brand Hogan (-6,1% a 46,5 milioni) e di Fay (-20,2% a 9,5 milioni), mentre quelle di Roger Vivier salgono dell’8,6% a 57,1 milioni.

A livello di prodotto, si registra un calo del 4,5 % a 192,5 milioni del giro d’affari delle calzature, business di riferimento del gruppo (80,8% del fatturato). Negativo anche il trend di vendite della pelletteria e accessori (-3,3% a 34,7 milioni) e dell’abbigliomento, sceso del 18,9% a 10,7 milioni.

In termini di aree geografiche, emerge la contrazione del 9,7% a 61,6 milioni delle vendite realizzate in Italia per via della debolezza del canale wholesale.

In crescita dell’1,7% a 61,4 milioni, invece, le vendite in Greater China, che rappresenta il 25,8% del giro d’affari complessivo. In particolare, si segnala il miglioramento dei risultati in Mainland China, che rappresenta più del 60% di questa regione, nonostante il taglio dei prezzi fatto ad aprile come adeguamento alla riduzione dei dazi. Peggiora, invece, la piazza di Hong Kong, a causa delle tensioni politiche.

I ricavi dell’Europa (esclusa l’Italia), che incide per il 25,4% sul fatturato totale, sono diminuiti del 10,1% a 60,5 milioni, mentre quelli nel resto del Mondo (15% sulle vendite complessive) sono aumentati del 5,9% a 35,8 milioni.

Infine, le vendite nelle Americhe (7,9% sul giro d’affari totale) sono scese a 18,9 milioni (-10,4%), risentendo del rallentamento della domanda, anche sui clienti locali.