Il colosso di San Donato Milanese ha organizzato a Roma oggi e domani una due giorni dal titolo “The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference”.
L’iniziativa è incentrata sul tema delle potenzialità dell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro nel contrastare i cambiamenti climatici e della crescente integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle strategie delle imprese.
L’evento è patrocinato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel corso del dibattito di oggi, è stato approfondito il ruolo dei gas rinnovabili, in particolare dell’idrogeno, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico.
L’idrogeno, elemento più abbondante nell’universo, non genera nei suoi vari utilizzi emissioni climalteranti e inquinanti e può essere trasportato e stoccato utilizzando le infrastrutture esistenti.
Secondo l’associazione Hydrogen Council, di cui fa parte anche Snam, il valore dell’economia dell’idrogeno è destinato ad aumentare dai circa 100 miliardi di dollari l’anno di oggi a 2.500 miliardi di dollari nel 2050.
In Italia l’idrogeno ha grandi prospettive di sviluppo, in virtù del significativo potenziale naturale per la produzione di energia solare ed eolica, dalla quale è possibile ricavare “idrogeno verde” tramite elettrolisi dell’acqua, e della capillare rete di trasporto gas esistente.
Secondo uno studio Snam-McKinsey, l’idrogeno potrebbe arrivare a coprire quasi un quarto (23%) della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95% (necessario per rientrare nel target di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°), più dell’attuale quota di mercato combinata dell’elettricità generata da fonti rinnovabili e fossili (20% nel 2018).
Il maggior potenziale di utilizzo di idrogeno riguarda il settore dei trasporti (camion, bus e treni), quello residenziale (riscaldamento) e alcune applicazioni industriali (raffinazione e processi che richiedono elevate temperature).
Lo scorso aprile, in provincia di Salerno, Snam ha avviato per prima in Europa la sperimentazione di una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale nella rete di trasmissione servendo due aziende della zona.
Una sperimentazione che rientra nel progetto Snamtec, varato nell’ambito del piano strategico al 2022 e caratterizzato da 850 milioni di investimenti in transizione energetica e innovazione.
Nel corso dell’evento, l’Ad Marco Alverà ha firmato due accordi sui temi dell’energia sostenibile e dell’innovazione.
Il primo è un memorandum of understanding con l’Autorità per l’Innovazione di Israele, per favorire la collaborazione tra Snam e aziende israeliane, in particolare start-up, nelle tecnologie innovative al servizio della green economy.
Il secondo è un accordo quadro con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) finalizzato a progettualità, tavoli di lavoro e analisi comuni per lo sviluppo dell’idrogeno e in generale dei gas rinnovabili e della mobilità sostenibile.
Snam ha inoltre lanciato il programma “Snam Plastic Less”, finalizzato a eliminare la plastica monouso dagli imballaggi industriali e dai distributori di bevande in tutte le sedi aziendali.
Infine, la società presieduta da Luca Dal Fabbro ha promosso, in collaborazione con LUISS, un Osservatorio sui fattori ESG per avviare riflessioni comuni e condividere best practice, coinvolgendo anche altre società quotate italiane.

























