Maps – Soluzioni replicabili e M&A per crescere nella Digital Transformation

Maps è sbarcata lo scorso 7 marzo a piazza Affari ed ora gioca un ruolo da protagonista nel mercato in forte crescita della Digital Transformation. Obiettivo ambizioso, ma “sostenibile grazie ad un’offerta diversificata di soluzioni proprietarie altamente scalabili ed incentrate sulla gestione dei dati per supportare le decisioni di business”. E lo sviluppo sul mercato di proprie soluzioni sarà sostenuto pure dai costanti investimenti nell’area commerciale e nella ricerca, ma anche in quell’M&A che consentirà l’espansione in nuovi settori. Iniziative grazie le quali “supportare la progressiva crescita dei ricavi e della marginalità” come sottolinea Marco Ciscato, fondatore e presidente del Gruppo.

Nel primo semestre del 2019 MAPS ha registrato un valore della produzione di 9 milioni, in aumento del 25,4% grazie anche agli investimenti del 2018 che hanno permesso di rafforzare l’offerta di soluzioni. Particolarmente significativa l’incidenza dei canoni, in crescita dal 20% del 31 dicembre 2018 al 24% del 30 giugno 2019.

Performance che sottolineano l’impegno del Gruppo nello sviluppo di soluzioni in grado di assicurare ricavi ricorrenti, caratterizzati da un’elevata stabilità e visibilità dei flussi. E proprio per “incrementare ulteriormente questa quota e migliorare la marginalità complessiva, ci focalizzeremo sempre più sullo sviluppo di nuove soluzioni proprietarie altamente scalabili e replicabili”, come puntualizza il fondatore e presidente di Maps, Marco Ciscato.

Questo obiettivo, insieme alla “maggior diffusione delle nostre soluzioni sul mercato”, rappresenta la principale sfida dei prossimi mesi, senza dimenticare il contributo della crescita per linee esterne, attraverso l’acquisizione di realtà con le quali sviluppare sinergie nell’aggregazione, elaborazione e valorizzazione dei dati.

Quei dati che “rappresentano il fulcro della nostra attività e che vengono raccolti, incanalati ed analizzati per creare soluzioni in grado di supportare l’innovazione del modello di business delle aziende” come illustra Maurizio Pontremoli, fondatore e Amministratore delegato di Maps.

Il tutto, prosegue,“facendo leva su una cash conversion eccellente e costante che consente di sostenere investimenti e acquisizioni, oltre che di un mercato in costante espansione e previsto in crescita del 20% annuo almeno fino al 2021”.

Un mercato, quello della Digital Transformation, all’interno del quale “le grandi aziende sono maggiormente disposte ad investire budget consistenti e collaborare con player tecnologici dalle dimensioni più ridotte rispetto ai colossi che dominano il settore IT tradizionale” come ricorda il presidente di Maps.

Scenario all’interno del quale “la capacità di execution e la credibilità operativa di MAPS risultano particolarmente apprezzate dai clienti, come dimostra l’elevato grado di retention, con il 65% delle aziende che dopo aver scelto le nostre soluzioni continua a lavorare con noi da oltre 5 anni” come sottolinea il Ceo di Maps.

Performance operative che hanno trovato riscontro anche nell’andamento borsistico del titolo, cresciuto del 92,2% dalla quotazione avvenuta lo scorso 7 marzo. E questo mentre “nel primo semestre del 2019 sono stati fatti importanti investimenti in area sales e R&D con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la diffusione delle soluzioni proprie con riflessi positivi sulla marginalità”.

Dinamica che dovrebbe consentire al titolo di apprezzarsi ulteriormente, riducendo il gap fra i prezzi attuali e la valutazione di 4,8 euro espressa dagli analisti di KT&Partners, la quale implica un upside potenziale di oltre il 50% rispetto all’attuale prezzo in area 3,13 euro.

Marco Ciscato, fondatore e presidente di Maps, illustra le priorità strategiche

“Incrementare la penetrazione sul mercato delle nostre attuali soluzioni, sviluppare nuove soluzioni proprietarie scalabili e crescere tramite acquisizioni”. Sono questi i tre obiettivi principali del Gruppo MAPS, individuati dal presidente Marco Ciscato.

Obiettivi che verranno perseguiti “mantenendo un approccio coerente con il nostro business model, basato sull’analisi e sulla gestione dei dati per estrarre valore dagli stessi e consentire alle aziende di migliorare le loro decisioni di business”.

Le opportunità offerte da un mercato in forte espansione consentiranno poi al Gruppo di valorizzare la comprovata capacità di sviluppare soluzioni efficaci e in grado di rispondere ad esigenze specifiche dei clienti. Il tutto con l’obiettivo, laddove possibile, della scalabilità, ma senza tralasciare quei progetti ad hoc per grandi clienti che risultano importantissimi in termini di ricavi, reputazione e acquisizione di know how.

Tutto ciò permetterà una progressione dei margini reddituali, grazie anche ad uno scenario di riferimento caratterizzato da un trend di crescita e da marginalità crescenti.

Aumentare la penetrazione sul mercato delle soluzioni proprietarie

Negli ultimi anni, spiega il presidente, “abbiamo messo a punto una serie di soluzioni che coprono differenti ambiti e mercati e che rispondono a bisogni diversi, accomunate dal nostro business model e dalla value proposition che pone i dati in posizione centrale”.

“Le nostre soluzioni”, prosegue Ciscato, “consentono infatti di estrarre valore dai dati per agevolare i decision maker e metterli nelle condizioni di mutare il proprio business model in un’ottica di digital transformation”. Il tutto “sfruttando l’approccio dell’open innovation, che ci ha permesso di collaborare e co-investire con grandi player (tra cui Enel, Konica Minolta, Leonardo) e centri di ricerca, al fine di identificare dei bisogni concreti e molto specifici, in contesti di nicchia, sulla base dei quali creare delle soluzioni incentrate sui dati”.

Soluzioni che “stanno riscontrando un certo successo e hanno ancora un’ampia potenzialità di penetrazione sia sul mercato italiano sia, in alcuni casi, sui mercati stranieri”. Per questo, prosegue il presidente, “abbiamo avviato già nel primo semestre del 2019 importanti investimenti sia nell’area sales, con l’introduzione di personale di livello dotato di determinate capacità e competenze, sia nell’area relationship management, per creare e mantenere rapporti di standing elevato con grandi player e partner”.

Sviluppare nuove soluzioni replicabili

Sfruttando la metodologia basata sull’open innovation, “abbiamo compreso come identificare dei bisogni specifici e dare risposte concrete e fruibili”, ricorda Maurizio Pontremoli, amministratore delegato di Maps, che aggiunge, “è un processo con potenziali di mercato interessanti e a cui vogliamo dare continuità, coerentemente con i nostri criteri e basandoci anche nel prossimo futuro sulla centralità del dato”. In questo caso “gli investimenti si stanno concentrando prevalentemente nell’area R&D, che noi chiamiamo Research&Solutions”.

Nel contempo, prosegue il Ceo di Maps, “manteniamo un forte commitment in termini di scalabilità, cercando il più possibile di ‘pacchettizzare’ i prodotti per renderli replicabili su larga scala. E la nostra logica data-driven resta immutata anche qualora ciò non è possibile per problematiche specifiche del cliente o questioni contrattuali”.

Tipicamente, prosegue il capo azienda, “nel caso di progetti customizzati, la redditività si basa sulla continuità; nonostante la bassa replicabilità riusciamo a trarre vantaggio economico nel lungo periodo, grazie a rapporti che si articolano in archi temporali molto prolungati. I clienti comprano la nostra capacità di risolvere un problema e di gestire la complessità in contesti molto specifici”.

L’incidenza crescente dei canoni e dei ricavi ricorrenti

Lo sviluppo di nuove soluzioni prevede costi commerciali e di R&S elevati, che inizialmente penalizzano l’Ebitda finché esse non entrano a pieno regime. Viceversa, i progetti ad hoc hanno un primo margine inferiori, ma recuperano in termini di marginalità grazie a minori costi commerciali e di R&D. In ogni caso, chiarisce Ciscato, “manteniamo un focus strategico sullo sviluppo e la diffusione di nostre soluzioni replicabili, per valorizzarle al meglio e sfruttarne a pieno la scalabilità”.

Una visione che trova riscontro nei dati oggettivi, in quanto i canoni hanno incrementato la propria incidenza sul fatturato complessivo dal 20% del 31 dicembre 2018 al 24% del 30 giugno 2019. I canoni, spiega il presidente di Maps, “sono un ottimo indicatore per quantificare la penetrazione sul mercato delle nostre soluzioni, poiché sono ricorrenti dal punto di vista gestionale e contrattuale”.

Ad essi, tuttavia, si affianca una componente molto rilevante di ricavi strettamente connessi a soluzioni proprietarie replicabili che hanno una ricorrenza altissima pur non essendo contrattualizzati come canoni. Si tratta ad esempio di progetti di adeguamento alle normative e ai cambiamenti organizzativi dell’azienda cliente, che essa acquista insieme ai canoni. “Al 31 dicembre 2018 i ricavi strettamente connessi a soluzioni proprietarie replicabili ammontavano circa al 44% del totale, si sono incrementati di qualche punto percentuale al 30 giugno 2019 e hanno un trend in costante aumento. Non tutti sono al 100% ricorrenti, ma di fatto la ricorrenza non si limita al 24% dei canoni”.

Le operazioni di M&A con focus sui dati

“Siamo cercando di ampliare il nostro mercato, siamo interessati ad aziende che ci aiutino ad entrare in nuovi settori o rafforzarci in quelli già presidiati”, afferma il presidente. Ma ancor più importante è “la coerenza con il nostro progetto, cerchiamo realtà che siano aggregatori o gestori di dati, anche inconsapevolmente”. Le aziende con questa caratteristica, infatti, “presentano un forte potenziale sinergico poiché possiamo estrarre valore dai loro dati per creare soluzioni supplementari”.

Un esempio concreto è quello di Artexe, azienda acquisita nel 2018 che si occupa di accoglienza nell’ambito della sanità. “Artexe disponeva di una quantità enorme di dati ma non realizzava un’offerta ad hoc che li valorizzasse; noi siamo riusciti a gestirli ed elaborarli in un’ottica di trasformazione e innovazione digitale”.

Un’altra acquisizione di successo è stata quella di Roialty, realtà attiva nei campi della Customer Experience e della Digital Loyalty, che si occupa di analisi, gestione e ottimizzazione delle scelte sulla base della conoscenza. “Roialty aiuta le imprese a fidelizzare i clienti, le indirizza sui canali giusti e consente loro di migliorare l’esperienza digitale dei loro clienti finali. Il tutto integrando dati di prima parte, di cui l’azienda è già in possesso, con informazioni provenienti da altre fonti (ad esempio web o social network), al fine di dare indicazioni di business”.

Un’offerta diversificata con il filo conduttore dei dati

L’attività di M&A facilita il posizionamento su diversi settori strategici, mantenendo sempre il focus sull’attività di analisi, gestione ed elaborazione dei dati. Un esempio evidente è quello dell’healthcare, che ha visto crescere il proprio peso sul fatturato totale fino al 30-35% del 2018, grazie anche a due importanti acquisizioni nel 2012 e nel 2018.

In questo settore, spiega Ciscato, “abbiamo due linee d’offerta: Data Driven Governance e Patient Journey. La prima consente di analizzare dati clinici e amministrativi, strutturati e non strutturati, al fine di supportare le decisioni dei responsabili amministrativi o sanitari, sia in ambito pubblico sia privato. Il secondo business è relativo ai sistemi di accoglienza e alla relazione che gli enti sanitari hanno nei confronti del paziente-cliente.

Oltre alla sanità, “abbiamo realizzato attività interessanti nel settore dell’energia, aiutando le aziende di distribuzione a realizzare valutazioni predittive sui consumi in smart grid, un elemento di efficienza fondamentale per questo business”.

Il settore telco/utilities rappresenta poco più del 40% del fatturato totale (a fine 2018), mentre il 15% circa è relativo al public sector, nel quale MAPS fornisce servizi di performance management e altre soluzioni per gli enti pubblici.

Valore della produzione in crescita del 25,4% nel 1H 2019

La relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019 ha evidenziato un valore della produzione di 9,04 milioni, in crescita del 25,4% su base annua, grazie anche agli investimenti effettuati nel corso del 2018.

I canoni hanno visto la loro incidenza crescere al 24% (erano il 16% al 30 giugno 2018), con effetti positivi sul margine di contribuzione, che rappresenta il 43% dei ricavi. Da sottolineare poi che il fatturato relativo al Patient Journey è storicamente caratterizzato da un fenomeno di stagionalità favorevole nella seconda metà dell’esercizio.

A livello di gestione operativa, l’Ebitda si è attestato a 1,8 milioni (+3,2% a/a), con una marginalità al 19,8 per cento. Sul margine operativo lordo hanno inciso i maggiori costi amministrativi e commerciali, sostenuti per potenziare la struttura e favorire la crescita nel secondo semestre e negli anni successivi.

Il conto economico si è chiuso con un utile netto di 0,6 milioni (1,15 milioni al 30 giugno 2018), scontando i maggiori ammortamenti dovuti all’adozione dell’IFRS16 per 0,3 milioni e i maggiori costi finanziari per l’adeguamento del valore dell’opzione call su Maps Healtcare (superiori a 0,2 milioni).

Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 si esprime in 4,3 milioni, aumentato di 1,3 milioni rispetto a fine anno 2018 a seguito degli investimenti sostenuti nel periodo (4,1 milioni), dell’introduzione dell’IFRS 16 e delle rilevanti partite straordinarie che hanno caratterizzato il periodo, tra cui i costi di Ipo e l’acquisizione di Roialty (consolidata lo scorso 31 maggio).

Opportunità di crescita dalla Digital Transformation

Il mercato della Digital Transformation a livello globale si sta muovendo con trend di crescita importanti e le stime prevedono tassi di sviluppo intorno al 20% annuo almeno fino al 2021. “La nostra percezione è che anche in Italia e in Europa le aziende stiano cominciando ad investire budget importanti”, afferma Marco Ciscato.

“Nel mercato dell’IT tradizionale le imprese di dimensioni più rilevanti preferiscono rivolgersi ai grandi system integrator e lo spazio per i player tecnologici di piccole o medie dimensioni è di nicchia, o comunque al fianco di grandi player”, spiega il presidente.

Nel settore della Digital Transformation, invece, “le grandi aziende hanno maggiore propensione a ragionare, co-investire ed effettuare ordini concreti anche nei confronti di realtà come Maps, in grado di restituire un valore aggiunto in termini di soluzioni e proposizioni più che di tecnologie in senso stretto, per le quali le grandi aziende si rivolgono principalmente ai grandi colossi come Google, Microsoft, Oracle, IBM”.

Pertanto, conclude il presidente, “il nostro posizionamento ci consente di avere accesso a budget importanti, grazie alla nostra capacità di risolvere problemi specifici, di supportare le decisioni e aiutare le imprese nell’innovazione del loro modello di business”.

Gli analisti stimano un upside potenziale oltre il 50%

Lo scorso 10 giugno la boutique finanziaria KT& Partners ha assegnato al titolo un fair price di 4,8 euro, in miglioramento rispetto alla precedente valutazione di 4,63 euro. L’upside potenziale rispetto alle quotazioni attuali è superiore al 50 per cento.

Gli analisti hanno premiato la capacità di execution del Gruppo, in grado di raggiungere gli obiettivi annunciati in sede di Ipo e confermare la bontà della propria strategia di crescita.

Lo studio pone l’accento sul nuovo contratto con la tedesca Atos Group, sull’accordo con Engineering per continuare a sviluppare la piattaforma Gzoom per Regione Puglia e sul rinnovo dell’intesa con la European Food and Safety Authority.

Apprezzata anche l’acquisizione di Roialty, attiva in un mercato, quello del Loyalty Management, previsto in crescita di quasi il 20% annuo fra il 2017 e il 2025 fino a raggiungere una dimensione di circa 7 miliardi.

Proprio questa operazione ha portato gli analisti a rivedere al rialzo le stime sulla top line per il periodo 2018-2022, per il quale si attendono una crescita media del 16% annuo (rispetto al 15% precedente). Ancora più marcato lo sviluppo previsto per l’Ebitda, con un Cagr previsto del 18,7% (+150 bp rispetto alla stima precedente) grazie alle crescenti economie di scala. L’utile netto dovrebbe invece aumentare del 21% annuo (+100 bp).

Previsioni supportate da una solida struttura patrimoniale e da una crescente dimensione internazionale.

In rialzo del 92% dall’IPO ad oggi

MAPS è sbarcata in Borsa lo scorso 7 marzo con un prezzo di collocamento fissato a 1,90 euro (rimodulato a 1,628 euro da Borsa Italiana a seguito dell’assegnazione dei Warrant), dopo aver raccolto in fase di collocamento richieste superiori ben cinque volte rispetto al quantitativo di azioni offerto.

Da quel momento ad oggi il titolo mostra un guadagno del 92,2% e scambia oggi in area 3,13 euro, con un picco di 5,28 euro registrato lo scorso 22 maggio. Massimo raggiunto dopo un filotto di sette sedute consecutive in rialzo, sostenuto anche dal proseguimento del progetto di sviluppo e ampliamento della piattaforma Gzoom con Regione Puglia.

Nello stesso periodo l’indice Ftse Italia Aim ha lasciato sul terreno quasi 12 punti percentuali.

Un ulteriore impulso alle quotazioni potrebbe arrivare nei prossimi mesi dal progressivo miglioramento dei margini e della redditività, grazie alla sempre maggior diffusione di soluzioni replicabili e all’espansione su nuovi mercati, anche tramite M&A.