Mercati Usa – Apertura poco mossa dopo nuovi dazi Usa, rimbalzo del petrolio

Partenza incerta a Wall Street, con i nuovi dazi annunciati da Trump che hanno messo in secondo piano l’ottimismo legato ai dati migliori delle attese provenienti dalla Cina. Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones avanza dello 0,1%, lo S&P 500 segna un +0,01% e il Nasdaq cede lo 0,1 per cento.

Il presidente americano ha criticato via Twitter le politiche valutarie di Argentina e Brasile, annunciando l’intenzione di ripristinare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio.

L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre rinnovato gli attacchi alla Federal Reserve, esortandola ad abbassare i tassi di interesse e a impedire che alcuni paesi traggano vantaggio dal dollaro forte svalutando le proprie divise.

In mattinata, invece, il sentiment dei mercati era stato sostenuto dai dati migliori delle attese sull’attività manifatturiera cinese, che hanno evidenziato un’accelerazione a novembre e raffreddato i timori legati al rallentamento della crescita.

Lo scorso mese, l’attività delle aziende cinesi si è espansa al ritmo più rapido di quasi quattro anni, come rileva il Pmi a cura di Caixin, dopo i dati confortanti del Pmi ufficiale diffusi nel fine settimana.

A ciò si aggiungono i numeri positivi sull’andamento dello shopping natalizio nel weekend del Thanksgiving, che hanno mostrato uno stato dei consumi in salute.

Secondo i dati di Adobe Analytics, le vendite online nel Black Friday sono aumentate del 19,6% raggiungendo la cifra record di 7,4 miliardi di dollari, mentre la spesa per il Cyber Monday è attesa in crescita del 18,9% rispetto allo scorso anno a 9,4 miliardi di dollari.

Intanto sul Forex, il cambio dollaro/yen si mantiene in prossimità dei massimi di sei mese in area 109,6, mentre l’euro/dollaro risale a 1,104 in attese delle indicazioni della testimonianza del presidente della Bce Christine Lagarde al Parlamento europeo.

Tra le materie prime in rimonta le quotazioni del greggio dopo il tonfo di venerdì, con il Brent (+1,8%) a 61,6 dollari e il Wti (+2,1%) a 56,4 dollari sostenuti dall’ipotesi che l’Opec+ possano decidere ulteriori tagli alla produzione nel meeting di questa settimana.

In calo, infine, il comparto obbligazionario, con il rendimento del decennale americano in rialzo di 7 punti base all’1,84% e quello del biennale di 2 punti base all’1,63 per cento.