Utility – Per Barclays settore guiderà la nuova rivoluzione industriale con boom di investimenti

La nuova rivoluzione industriale sarà all’insegna della transizione energetica, anche alla luce degli sforzi profusi dalla Commissione Europea per il Green Deal europeo e il piano di investimenti per il suo finanziamento, e vedrà il settore delle utilities quale attore protagonista.

Lo credono gli analisti di Barclays, la banca d’investimento che ieri ha pubblicato un report focalizzato sulle società energetiche europee, dal titolo “Utilities: Net growth from net zero”.

I broker ritengono che “gli ambiziosi obiettivi dell’Ue e del Regno Unito per raggiungere le emissioni ‘Net Zero’ entro il 2050 siano raggiungibili, ponendo in prima linea il settore delle utilities che potrà ricevere un boom degli investimenti di 3,7 mila miliardi di euro, rendendo questo settore un beneficiario chiave della prossima rivoluzione industriale”.

Quattro i temi di investimento che la banca d’affari delinea per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero.

In primis, la decarbonizzazione, da raggiungere attraverso il passaggio al gas e alle energie rinnovabili. Aspetto che, secondo Barclays, beneficia del crollo dei costi dell’energia eolica e solare rinnovabile. “Mentre il costo di gestione del sistema elettrico aumenta con l’aumentare delle energie rinnovabili – aggiungono i broker – stimiamo un potenziale di penetrazione rinnovabile del 70-80 per cento”.

Il secondo tema è rappresentato dall’accelerazione dell’elettrificazione dell’economia, in particolare, secondo il report, nel settore dei trasporti e del riscaldamento, che porterà “a un aumento dell’elettricità del 2-4% di crescita annuale per i prossimi 30 anni”.

Centrale è anche la decarbonizzazione di altri combustibili. Barclays segnala infatti che “l’idrogeno può sostituire il gas naturale dove il costo dell’elettrificazione è elevato”.

Quarto e ultimo tema è dato dalla lotta alla CO2. Il sistema di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) ha il potenziale per rimuovere il carbonio a un costo contenuto. “La cattura e lo stoccaggio del carbonio da bioenergia (BECCS) – afferma la banca d’affari – ha il potenziale rivoluzionario per garantire che i combustibili fossili ad alto valore aggiunto, come il carburante per l’aviazione, possano essere consumati mentre la CO2 viene rimossa altrove”.

Nel report, Barclays fa i nomi dei principali beneficiari di questi quattro temi. Innanzitutto, ci sono gli operatori nelle energie rinnovabili (Acciona, Drax, Edf, Edp, Enel, Iberdrola, Rwe e SSE) e nelle infrastrutture energetiche (Edf, Enel, E.ON, Iberdrola, National Grid e SSE); altra categoria è rappresentata dalle infrastrutture di trasporto gas (Engie, National Grid e Snam). In tema di trasformazioni in corso, i nomi sono quelli di Equinor e Drax per l’idrogeno e stoccaggio CO2, mentre per quel che riguarda la trasformazione delle Big oil in fornitori di servizi energetici in senso lato, i broker richiamano Aker Solutions, Saipem, Subsea 7 e Maire Tecnimont.

Inoltre, per gli analisti della banca d’affari non ci sarà una tecnologia dominante perché le diverse regioni potranno sviluppare soluzioni diverse, rendendo pertanto necessario un approccio aperto alle varie iniziative in campo.

Con riguardo particolare all’Italia, Barclays ritiene che la Penisola seguirà “la rotta dell’idrogeno, data la sua abbondante risorsa solare e il conseguente rischio di eccesso di capacità rinnovabile e deflazione dei prezzi dell’energia”. A ciò si aggiunge la “lunga tradizione nell’industria manifatturiera degli elettrolizzatori”. Limitato invece il “potenziale per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, data la limitata disponibilità di giacimenti di gas e petrolio esauriti”.

In questo senso, la scelta chiave è Snam, perché in grado di “sfruttare al meglio le opportunità di decarbonizzazione del mercato italiano sviluppando reti di idrogeno”. Barclays stima che la società guidata da Marco Alverà investirà oltre 3 miliardi di euro proprio a questo scopo.

Attenzione anche su Enel che “offre opportunità di crescita in Italia e nel mercato italiano, dove attualmente detiene la prima posizione con solo una quota di mercato del 5% nelle energie rinnovabili italiane e la prima posizione nella distribuzione di energia con una quota di mercato dell’85%”. Secondo i borker, poi, la società guidata da Francesco Starace offre interessanti opportunità di crescita anche nel mercato iberico e in quello brasiliano, sia nel settore delle energie rinnovabili sia in quello della distribuzione di energia.