Frendy Energy – Il potenziale dell’energia idroelettrica dai canali irrigui

Il mini-Hydro in Italia rappresenta il comparto più in evoluzione del settore idroelettrico grazie, tra l’altro, al recente sviluppo di tecnologie in grado di sfruttare piccoli salti e portate molto ridotte e un sistema incentivante che risulta premiante per gli impianti di piccola taglia, rispetto a quelli di grandi dimensioni. Nella prima metà del 2019 il gruppo Frendy Energy ha però subito gli effetti della minore produzione della centrale di Carrù per bassa idraulicità ed ha registrato ricavi per la vendita di energia elettrica in calo su base annua del 10% a 0,9 milioni, con produzioni inferiori di circa 0,7 GWh.

Modello di business

Frendy Energy (controllata da Edison), è un operatore attivo in Italia nella produzione di energia elettrica attraverso impianti mini-idroelettrici, ovvero impianti di piccola taglia con capacità installata inferiore a 500 KW, posizionati lungo il corso di canali irrigui e corsi d’acqua regimati che sfruttano l’energia cinetica dell’acqua in corrispondenza di piccoli salti d’accelerazione lungo il corso dei canali.

L’attività del gruppo si sviluppa principalmente nel Nord-Ovest, tra Piemonte e Lombardia, con un’attenzione specifica alle provincie di Novara e Pavia, in considerazione dell’alta concentrazione di canali irrigui regimati e salti su corsi d’acqua di medie e piccole dimensioni non ancora sfruttati.

Conto Economico

Nei primi sei mesi del 2019 i ricavi consolidati si attestano a 1,1 milioni, in aumento su base annua del 6 per cento. Un andamento cui hanno contribuito i proventi connessi alla positiva conclusione del contenzioso riguardante la centrale di Nicorvo, a fronte del suo ritardato avvio, compensando i minori ricavi da vendita di energia elettrica, passati da 1 milione del giugno 2018 a 908mila euro. Riduzione quest’ultima riconducibile al calo della produzione della centrale di Carrù a causa della minore idraulicità.

L’Ebitda si attesta a 474mila euro (+3,7%) dopo maggiori costi operativi in conseguenza soprattutto alla manutenzione straordinaria effettuata nel periodo. L’Ebit torna positivo per 104mila euro (deficit di 95mila euro a fine giugno 2018), in presenza di minori ammortamenti (-33% a 370mila euro) a seguito della svalutazione delle immobilizzazioni operata a fine 2018.

Il semestre chiude con una perdita netta di competenza pari a 25mila euro, in netto miglioramento rispetto al deficit di 357mila euro del pari periodo 2018.

Il 2018 si è chiuso con una perdita di competenza salita a 4,5 milioni (1 milione circa nel 2017) a seguito di svalutazioni non ricorrenti effettuate al fine di allineare il valore degli impianti alla produzione attesa, seppure in parte mitigate da imposte positive per 1,8 milioni.

Dal punto di vista gestionale i ricavi consolidati sono aumentati del 18% a 2,2 milioni grazie soprattutto alla piena operatività dei nuovi impianti di Chiusa della Città e Brida dei Cavalletti, cui nel corso dell’anno sono stati riconosciuti anche gli incentivi, nonché alla piena continuità d’esercizio della centrale di Carrù. L’Ebitda ha superato 1 milione, dai 0,7 milioni del 2017, per l’aumento dei ricavi e in assenza di costi netti non ricorrenti registrati un anno prima. Diversamente l’Ebit aumenta sensibilmente il deficit a 5,8 milioni (0,6 milioni nel 2017) essenzialmente per l’iscrizione di quasi 6 milioni di svalutazioni per l’impairment test degli impianti.

Stato Patrimoniale

Sul fronte patrimoniale, a fine giugno 2019 l’indebitamento finanziario netto rimane sostanzialmente stabile rispetto a fine 2018, quando ha segnato un miglioramento di 362 mila euro su fine 2017. Le perdite registrate dal 2017 a fine giugno 2019 hanno invece determinato la diminuzione del patrimonio netto.

Ratio

Nel periodo, i principali ratio di bilancio mostrano una sostanziale stabilità in termini di solidità patrimoniale con un grado di copertura dell’indebitamento particolarmente contenuto e stabile a 0,16 volte. Così come rimane su livelli ancora sostenibili l’indicatore della capacità di rimborso del debito, pari a 2,53x (annualizzato) a fine giugno 2019.

Diversamente l’indicatore del ritorno degli azionisti non è significativo a causa delle perdite registrate nel periodo preso in esame.

Outlook

Per l’intero 2019 il management prevede un margine operativo lordo in linea con l’anno precedente. La scarsa performance, soprattutto nel primo semestre, della centrale di Carrù dovrebbe essere in parte compensata dalla produzione delle altre centrali attese in linea con il 2018, dagli altri proventi già registrati in relazione al contenzioso della centrale di Nicorvo, prevista in esercizio entro fine 2019. Il gruppo beneficerà inoltre dell’ottimizzazione dei costi operativi e di manutenzione a seguito della firma dei nuovi contratti di O&M con Edison.

Punti di forza

  • La realizzazione di impianti di piccole dimensioni richiede investimenti contenuti;
  • Costi di gestione ridotti grazie all’elevato grado di automatizzazione degli impianti.

Punti di debolezza

  • Dipendenza da terzi per trasporto o distribuzione dell’elettricità.

Opportunità

  • Il mini-idroelettrico rappresenta in Italia un comparto con elevate possibilità di crescita, grazie allo sviluppo di tecnologie in grado di sfruttare piccoli dislivelli e portate ridotte;
  • La normativa nazionale degli ultimi anni incentiva gli impianti di piccola taglia rispetto a quelli di grandi dimensioni.

Minacce

  • Costante evoluzione del contesto normativo e regolatorio di riferimento;
  • Mancato rilascio e/o rinnovo di permessi, autorizzazioni e concessioni amministrative;
  • Eventuale mancato o ritardato pagamento da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) società di diritto privato interamente controllata dal MEF.

Borsa

Il titolo Frendy Energy, che oggi viaggia in area 0,30 euro, nelle ultime 52 settimane ha oscillato muovendosi in un range compreso tra 0,30 euro e 0,36 euro, toccando il massimo di 0,37 euro l’11 febbraio 2019. Da inizio 2020 i corsi azionari hanno recuperato parte del terreno perso nel 2019, segnando un rialzo del 7,9% nella settimana dal 13 al 17 gennaio, per poi discendere nuovamente. La performance a un anno mostra un calo del 7,9% rispetto al 9,1% dell’indice Ftse Aim Italia.