Il colosso elettrico italiano ha alzato il velo sui risultati consolidati dei primi tre mesi 2020 che hanno superato le stime degli analisti. Inoltre sono stati confermati i target 2020-2022, dividendi compresi. Limitati gli effetti connessi all’emergenza Covid-19.
I ricavi sono stati pari a 19,9 miliardi, in calo su base annua del 12,2 per cento. Dinamica riconducibile principalmente al business Mercati Finali (-9,9% a 8,4 miliardi) per minori vendite di energia elettrica in Spagna e Italia, principalmente nel mercato regolato, e di gas in Spagna, e al business Generazione Termoelettrica e Trading (-14,8% a 8,6 miliardi) specie in Italia per minori attività di trading.
I ricavi del 1Q 2020 non includono partite straordinarie, mentre quelli del periodo di confronto includevano una plusvalenza di 108 milioni relativa alla cessione di Mercure.
Dopo costi operativi in calo a doppia cifra, l’Ebitda è salito del 3,5% a 4,7 miliardi. Un andamento attribuibile principalmente ai business Infrastrutture e Reti (+6,5% a 1,9 miliardi), Mercati Finali (+8,4% a 933 milioni) e Generazione Termoelettrica e Trading (+16,3% a 692 milioni), che hanno più che compensato il calo della divisione Enel Green Power (-8,8% a 1,1 miliardi).
Al netto delle partite straordinarie dei periodi a confronto (2020: costi legati all’emergenza Covid-19; 2019: plusvalenza da cessione Mercure al netto di oneri per bonifica sito industriale), l’Ebitda ordinario è cresciuto del 6,4% a 4,7 miliardi, battendo il consensus del 4% (4,6 miliardi).
Dopo la contabilizzazione di ammortamenti e perdite di valore saliti del 2% a 1,6 miliardi, l’Ebit si è attestato a 3,1 miliardi (+4,3% a/a).
Il risultato netto del Gruppo si è mantenuto sostanzialmente stabile a 1,2 miliardi. Al netto delle partite straordinarie dei periodi a confronto, l’utile netto ordinario del Gruppo ha registrato un progresso del 10,5% a 1,3 miliardi, al di sopra del 4% rispetto al consensus (1,2 miliardi).
L’indebitamento finanziario netto cifra a 47.097 milioni, in aumento di 1.922 milioni rispetto a 45.175 milioni di fine anno 2019, principalmente per i maggiori investimenti di periodo e il pagamento di dividendi. Il dato è sostanzialmente in linea con la stima degli analisti (+158 milioni vs 46,9 miliardi).
Infine, gli investimenti ammontano a 1,9 miliardi, in linea con l’analogo periodo del 2019. In particolare, i minori investimenti in impianti di generazione da fonti rinnovabili (Enel Green Power -6,4% a 750 milioni) sono stati in buona parte compensati dalle maggiori risorse destinate alle reti di distribuzione per attività legate alla qualità del servizio (Infrastrutture e Reti +6% a 886 milioni).


























