Partenza positiva a Wall Street con l’attenzione dei mercati sempre rivolta all’evolversi delle trattative a Washington sul nuovo pacchetto di aiuti e sul flusso di risultati corporate. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna lo 0,6%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,4%).
In calo IBM (-5,4%) dopo aver presentato ieri a mercati chiusi i risultati trimestrali, mentre Procter & Gamble è in rialzo (+2%) dopo aver registrato vendite organiche migliori delle attese. Diffusi prima dell’apertura anche i conti di Lockheed Martin e Philip Morris, mentre in serata usciranno quelli di Netflix.
Il focus degli investitori resta concentrato sulle speranze di un accordo negli Stati Uniti sul nuovo piano di stimoli fiscali, dopo che la speaker alla Camera Usa Nancy Pelosi ha fissato per oggi la deadline per decidere sulle misure prima delle elezioni presidenziali di novembre.
Un portavoce ha dichiarato che le parti stanno continuando a limare le proprie divergenze nel corso delle trattative che ormai durano da diverse settimane, cercando di accelerare l’approvazione degli aiuti anche alla luce della nuova ondata dei contagi da coronavirus.
La pandemia, infatti, non sembra dare segnali di rallentamento con il numero di casi nel mondo che ha superato quota 40 milioni, con diversi stati Usa che mostrano un incremento delle infezioni ponendo un’ulteriore sfida a Trump a due settimane dal voto.
Intanto sul Forex la moneta unica recupera terreno nei confronti del biglietto verde con il cambio euro/dollaro tornato sopra quota 1,18, mentre il dollaro/yen è in rialzo a 105,7.
Tra le materie prime in calo le quotazioni del greggio con il Brent (-0,8%) a 42,3 dollari e il Wti (-1,1%) a 40,6 dollari, appesantite dalla minaccia per la domanda di petrolio posta dalla nuova accelerazione dei contagi e dall’incremento dell’output libico.
Nel meeting di ieri, l’Opec+ ha ribadito il proprio impegno a sostenere il mercato, confermando però per il momento gli accordi in vigore di tagliare la produzione di 7,7 milioni di barili al giorno fino a fine anno per poi aumentare l’output di due milioni di barili da gennaio.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano si attesta allo 0,78% e quello del biennale allo 0,15%.

























