Wall Street continua nel suo recupero avviato ad inizio settimana con gli indici che mettono a segno importanti recuperi in attesa del risultato elettorale che sembra durante la notte ancora incerto e rischia di essere posticipato, almeno di qualche giorno.
Nella seduta di ieri, S&P500 e Nasdaq hanno guadagnato l’1,8% e l’1,9%, il Dow Jones 2,1 punti percentuali ed il Russell 2000 quasi tre.
In calo il VIX del quattro per cento a quota 35,5.
Nella mattinata asiatica, i futures americani sono in rialzo di un punto percentuale rispetto al punto e mezzo della notte, quando la vittoria di Biden sembrava più sicura.
Il mercato non sembra preoccupato né di un allungamento dei termini di nomina del nuovo presidente per giorni o settimane, né tantomeno della recrudescenza del virus a macchia di leopardo in alcuni stati del Paese.
Movimenti sensibili si sono visti ieri anche su altri importanti assets, dalle valute alle materie prime fino ai bonds, a testimonianza che gli investitori non hanno ancora le idee chiare su quali favorire in caso di vittoria di Biden o Trump.
Alcuni di questi movimenti sono stati poi già stravolti in poche ore di trading questa mattina.
Nello specifico, il rendimento del Tbond ha guadagnato ieri quattro punti base salendo allo 0,9%, ma è crollato stamattina di dieci allo 0,8%.
Ieri hanno corso anche i metalli preziosi con oro ed argento in denaro di quasi un punto percentuale, mentre nelle prime ore di contrattazione scivolano di oltre il doppio.
Stessa sorte anche per il dollaro che ieri sera è scivolato fino a 1,173 mentre stamattina è risalito a 1,165 nei confronti della moneta unica.
Petrolio ancora sugli scudi con un balzo di oltre due punti percentuali che lo riporta sopra i 38 dollari al barile. Il recupero prosegue anche in mattinata con un ulteriore allungo a $38.
Aspettiamoci come previsto una settimana caratterizzata da volatilità e da oscillazioni sensibili in tutte le assets class ed in entrambe le direzioni.


























