Mercati Usa – Volano anche sull’incertezza elettorale

In assenza di un vincitore già definito, ma con Biden in vantaggio su Trump, Wall Street apprezza la stabilità parlamentare con il Senato che rimane nelle mani dei repubblicani. Tale situazione equivale a minori tasse in futuro e maggiore liquidità nei bilanci delle società e nelle tasche di investitori privati.

Le contestazioni che potrebbero durare anche alcune settimane per il riconteggio dei voti non preoccupano i mercati che puntano di nuovo sulle grandi società tecnologiche.

Non a caso ieri il mattatore è stato il Nasdaq con un apprezzamento del 3,9%. Più contenuto è stato invece il progresso sia dello S&P500 (+2,2%) che del Dow Jones (+1,3%). Chiude invariato, invece, il Russell 2000 che sotto performa rispetto alla tecnologia.

Sprofonda il VIX che cede oltre sedici punti percentuali chiudendo anche al di sotto dei 30 punti a 29,6.

Miglior seduta da agosto per i cinque titoli tecnologici a larga capitalizzazione che guadagnano tutti oltre quattro punti percentuali con la punta di Facebook che avanza di otto. Google registra anche un nuovo massimo assoluto.

Sette degli undici settori dello S&P500 hanno chiuso ieri in verde, trainati dal sanitario-farmaceutico (+4,4%).

Seduta euforica anche per il settore obbligazionario con il crollo dei rendimenti su tutta la curva dei tassi. Il Tbond perde ben undici punti base scendendo allo 0,77%, maggior calo negli ultimi quattordici mesi.

Continua anche il rimbalzo del petrolio (+3%) che in serata ha raggiunto i 39 dollari al barile, beneficiando anche del report delle scorte settimanali domestiche più elevato delle attese.

Dollaro in altalena: dopo un rafforzamento iniziale fino a 1,169 il biglietto verde chiude invariato a 1,173 nei confronti della moneta unica.