L’aumento di capitale in opzione di Cattolica da 200 milioni, rientrante nell’ambito del rafforzamento patrimoniale da 500 milioni richiesto dall’IVASS, sarà effettuato molto probabilmente a gennaio.
Lo ha affermato nel corso della conference call sui risultati Atanasio Pantarrotas, Cfo della compagnia veronese.
Prima del 2021 “è altamente improbabile che tutti i tasselli del mosaico vadano a posto, a partire dal tema del recesso, visto che l’offerta in opzione ai soci terminerà a fine novembre; poi ci saranno altre fasi” ha spiegato il manager, aggiungendo che il pagamento del recesso (113 milioni totali), “potrà essere fatto solo quando ci sarà l’autorizzazione dell’IVASS’.
“Le tempistiche dell’aumento dipendono dai regulator, cioè da IVASS e da Consob per l’approvazione del prospetto, difficile fare previsioni, gennaio è più probabile”, ha puntualizzato Pantarrotas.
A fine ottobre Generali ha sottoscritto un aumento di capitale riservato da 300 milioni in Cattolica attraverso cui è entrata nel capitale con una quota del 24,4%, sempre nell’ambito del suddetto piano di rafforzamento patrimoniale.
Pantarrotas ha spiegato che l’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica con il 24,4% non porta a un cambio di controllo e quindi non sarà necessario il ricorso a eventuali clausole di “change of control” negli accordi di bancassicurazione.
“Ci sono molto clausole negli accordi di bancassurance, noi non possiamo dare una disclosure così netta visto che riguardano partnership in cui ci sono anche altri attori”, ha precisato il Cfo. Nei giorni scorsi sono circolati alcuni rumor in proposito.
Intorno alle 14:10 a Piazza Affari il titolo guadagna il 2% a 4,78 euro dopo i conti divulgati ieri, mentre l’indice di settore segna un rialzo dello 0,7 per cento.
























