E’ durata solo una paio di sedute la “crisi” del listino tecnologico che aveva lasciato sul terreno circa quattro punti percentuali, da inizio settimana. Nella giornata di ieri, il Nasdaq ha già recuperato metà della discesa precedente trascinando con sé lo S&P500 (+0,8%) ad un nuovo record storico in chiusura, ritoccando quello di fine settembre.
In lieve calo, invece, il Dow Jones (-0,1%), invariato il Russell 2000. Forte discesa per il VIX che cede quasi sei punti percentuali chiudendo a 23,45 punti.
Sei degli undici settori dello S&P500 hanno chiuso ieri in verde con i tecnologici (+2,4%) in particolare luce.
I più deboli sono stati le materie prime e l’energia, quest’ultimo malgrado il petrolio abbia chiuso in rialzo di mezzo punto percentuale a 41,5 dollari al barile, dopo un balzo iniziale del tre per cento sfiorando i $43.
Mercato obbligazionario chiuso ieri per il Veteran day ed in attesa di capire se la risalita dei rendimenti sia stata solo un episodio o e la corsa al rialzo è, invece, appena iniziata. Il Tbond è arrivato allo 0,96% e sembrerebbe ponto per un ulteriore allungo oltre la barriera del punto percentuale.
Giornata di consolidamento per i metalli preziosi con oro ed argento che ancora hanno recuperato ben poco rispetto al crollo di inizio settimana.
Sul mercato valutario ancora un lieve apprezzamento per il dollaro che si porta a 1,178 nei confronti della moneta unica, mentre la lira turca beneficia del cambio al vertice sia della Banca Centrale che del ministero delle finanze e scende in tre sedute a 7,85 rispetto al biglietto verde, rispetto agli 8,5 di venerdì scorso.
























