Andamento complessivamente debole per le borse europee e per Wall Street, dopo gli acquisti di ieri alimentati dall’annuncio della statunitense Moderna sull’efficacia del proprio vaccino contro il coronavirus.
Resiste alle vendite il Ftse Mib (+0,1% in area 21.340 punti) mentre arretrano il Cac 40 di Parigi (-0,3%), il Dax di Francoforte (-0,6%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,4%) e il Ftse 100 di Londra (-1,5%).
Sottotono anche Dow Jones (-1,3%), S&P500 (-0,8%) e Nasdaq (-0,4%), con il listino tecnologico parzialmente sostenuto dal balzo di Tesla (+12%), che entrerà nell’indice S&P 500 a partire dal 21 dicembre.
Gli ultimi sviluppi positivi sui vaccini hanno alimentato le speranze di una riapertura stabile delle attività nel 2021. Dinamica che ha innescato una rotazione settoriale verso settori ciclici maggiormente colpiti dalla pandemia, a discapito di titoli come i tecnologici che hanno meglio performato negli ultimi mesi.
Dall’altro lato, permangono comunque i dubbi legati alla distribuzione del vaccino stesso e alla continua cavalcata della pandemia, che si diffonde senza sosta in Europa e negli Usa.
Per quanto riguarda i dati macro, le vendite al dettaglio statunitensi a ottobre sono aumentate dello 0,3% su base mensile, rispetto al +0,5% previsto dal consensus e al +1,6% della rilevazione precedente, mentre la produzione industriale è cresciuta più delle attese (+1,1% vs +1,0%) dopo il -0,4% di settembre.
Sul Forex l’euro/dollaro resta avanza leggermente a 1,188 prima di un intervento di Christine Lagarde, mentre il cambio tra biglietto verde e yen si indebolisce a 104,1.
Tra le materie prime invertono la rotta le quotazioni del greggio con il Brent (-0,8%) a 43,9 dollari e il Wti (-0,8%) a 41,5 dollari, in attesa di notizie dalla riunione dell’Opec+ sull’eventuale conferma dei tagli alla produzione.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane in area 119 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,63%.
Tornando a Piazza Affari, gli acquisti premiano Unipol (+3,1%), Diasorin (+1,5%) e Atlantia (+1,4%) mentre scivolano in coda al Ftse Mib Buzzi (-1,8%) ed Hera (-1,5%).
























