Mercati – Milano rallenta con il Vecchio Continente ma resta positiva (+0,4%)

Andamento poco mosso per le borse europee, che hanno rallentato dopo una prima parte di seduta positiva. A Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,4% in area 21.800 punti, mediamente in linea con il Dax di Francoforte (+0,4%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,3%) e il Cac 40 di Parigi (+0,3%) mentre scambia debole il Ftse 100 di Londra (-0,1%). A Wall Street, partenza in rialzo per Dow Jones (+1%), S&P500 (+0,9%) e Nasdaq (+0,8%).

Il sentiment resta diviso tra le speranze di poter commercializzare presto i primi vaccini contro il Covid 19 e le preoccupazioni legate all’incremento dei casi e all’impatto economico delle restrizioni per contenere i contagi.

Dopo Pfizer-Biontech e Moderna, anche AstraZeneca ha diffuso i dati sul proprio farmaco che, nel regime di somministrazione migliore (inoculazione di mezza dose e richiamo con una dose completa dopo un mese) mostra un’efficacia del 90%.

Un alto funzionario del governo statunitense ha riferito che le vaccinazioni potrebbero iniziare in meno di tre settimane, anche se l’ottimismo resta mitigato dalla diffusione della pandemia.

Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati preliminari di novembre sugli indici Pmi manifatturiero, servizi e composito di Francia, Germania, Eurozona e Gran Bretagna, condizionati dalle restrizioni delle autorità per limitare la pandemia.

In particolare, l’indicatore composito dell’eurozona è sceso a 45,1 punti dai 50 di ottobre, registrando il valore più basso negli ultimi 6 mesi. Ad appesantire il dato è il comparto dei servizi (in calo a 41,3 punti) mentre il manifatturiero rallenta ma si conferma in espansione (53,6 punti).

Bene gli indici Pmi statunitensi, con il manifatturiero a 56,7 punti e il terziario a 57,7, entrambi sopra le attese.

Sul Forex il dollaro si indebolisce leggermente nei confronti delle altre valute, mentre aumentano le aspettative che la Federal Reserve annunci nuove misure di politica monetaria nel prossimo meeting di dicembre. L’euro/dollaro si avvicina a quota 1,19 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 103,75.

Tra le materie prime guadagnano terreno le quotazioni del greggio con il Brent (+1,2%) a 45,6 dollari e il Wti (+0,8%) a 42,8 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta in area 120 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,62%.

Tornando a Piazza Affari, tra le big gli acquisti premiano soprattutto Unicredit (+3,8%), al centro dei rumors su una possibile integrazione con Mps (+1,8%). Bene anche Saipem (+3,3%), Leonardo (+2,9%) e Tenaris (+2,9%), mentre arretrano Banco Bpm (-3,7%) e Terna (-2%). Fuori dal listino principale, balzo di Creval (+22%) dopo il lancio di un’opa totalitaria a 10,5 euro da parte di Credit Agricole Italia.