Friulchem (Aim) – Sbarca nel 2021 sul mercato italiano degli additivi per mangimi

Friulchem comunica che a partire dalla prima metà del 2021 inizierà la commercializzazione in Italia di una linea propria di additivi per mangimi impiegati nell’alimentazione degli animali da reddito (ad es. suini, bovini e avicoli).

Una scelta dettata in parte da un’esigenza del mercato che nel 2020 ha visto una domanda superiore rispetto all’offerta.

La società conferma così il suo obiettivo di divenire un punto di riferimento sempre più performante per il mercato veterinario, in grado di offrire soluzioni all’avanguardia non solo nell’ambito pharma e integratori, ma anche nel campo degli additivi, evidenziando la propria capacità di portare sul mercato prodotti di altissima qualità realizzati in Italia.

L’operazione si inserisce nel percorso di crescita e consolidamento della società, che negli ultimi mesi ha conseguito accordi strategici importanti per lo sviluppo del proprio business.

Friulchem precisa che per ora non vi sono ancora elementi sufficienti per effettuare una previsione di quantificazione economica per l’operazione.

L’azienda ricorda che, secondo gli ultimi dati presentati nel report annuale 2019 di Assalzoo (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici), in Italia la produzione di mangimi ammonta a circa 14,5 milioni di tonnellate distribuiti su tutto il territorio nazionale e destinati a varie specie.

Il fatturato del 2019 della sola industria mangimistica è di oltre 6,3 miliardi cui si aggiungono 1,2 miliardi del settore delle premiscele e 1,4 miliardi del pet food, per complessivi 8,9 miliardi.

Disma Giovanni Mazzola, AD di Friulchem, ha così commentato: “Siamo molto orgogliosi di poter comunicare l’ampliamento dell’offerta di soluzioni proposte da Friulchem per migliorare la salute degli animali. Negli ultimi anni sono cresciuti i consumi e di conseguenza sono cresciute l’attenzione e le richieste legate a prodotti, tecnologie e servizi per il benessere degli animali da allevamento, ormai parte integrante della catena alimentare umana”.