Analisi Tecnica (Ftse Mib) – Banca Mediolanum: quadro grafico di breve periodo deteriorato

Dallo scorso 26 novembre le quotazioni dei titoli del gruppo fondato da Ennio Doris hanno avviato un deciso movimento ribassista a partire dal massimo relativo intraday a 7,865 euro, scivolando in poco più di due settimane fino alla chiusura di oggi a 7,105 euro e mostrando così una forza relativa decisamente inferiore a quella del Ftse Mib e dell’indice tricolore del settore creditizio. Da segnalare anche che questo downtrend di breve periodo dei corsi delle azioni Banca Mediolanum si è sviluppato all’interno di un quadro grafico ancora positivo in un’ottica di lungo periodo.

Un nuovo segnale di debolezza per le quotazioni dei titoli del gruppo attivo principalmente nel risparmio gestito potrebbe, quindi, arrivare dal cedimento di un primo e importate supporto statico posizionato a 6,94 euro, al di sotto del quale il successivo livello da monitorare è individuabile a 6,78 euro. Nel caso poi di rottura al ribasso di questo livello, i corsi delle azioni Banca Mediolanum potrebbero scivolare rapidamente verso un primo obiettivo di breve periodo posizionabile a 6,545 euro, con successivo target a 6,33 euro.

Un eventuale ritorno sopra una prima resistenza statica posizionata a 7,225 euro, al contrario, potrebbe attenuare la pressione dei venditori sulle quotazioni dell’istituto di Basiglio milanese, con possibile allungo fino alla successiva barriera individuabile a 7,415 euro. Nell’ipotesi di breakout di questa resistenza statica i corsi delle azioni Banca Mediolanum potrebbero poi dirigersi verso i due obiettivi rialzisti di breve periodo posizionabili rispettivamente a 7,64 euro, il primo, e a 7,865 euro, il secondo.

Da inizio anno la performance dei titoli Banca Mediolanum è pari a -19,8% (+74% nell’intero 2019) e il target price medio sulla base dei contributi dei 14 analisti rilevati dal sito della società è 7,91 euro, con un potenziale rialzista dell’11,3 per cento. 

Prezzo di chiusura: 7,105 euro

 

+10,7% è il potenziale rialzista rispetto alla quarta resistenza a 7,865 euro;

+7,5% è il potenziale rialzista rispetto alla terza resistenza a 7,64 euro;

+4,4% è il potenziale rialzista rispetto alla seconda resistenza a 7,415 euro;

+1,7% è il potenziale rialzista rispetto alla prima resistenza a 7,225 euro;

 

-2,3% è la potenziale flessione rispetto al primo supporto a 6,94 euro;

-4,6% è la potenziale flessione rispetto al secondo supporto a 6,78 euro;

-7,9% è la potenziale flessione rispetto al terzo supporto a 6,545 euro;

-10,9% è la potenziale flessione rispetto al quarto supporto a 6,33 euro.