Le borse europee proseguono in rialzo, seppur al di sotto dei massimi intraday e Wall Street apre positiva, in un clima sostenuto dall’imminente avvio delle vaccinazioni negli Usa e dagli ultimi sviluppi sugli stimoli economici.
A Milano in Ftse Mib avanza dello 0,6% in area 21.950 punti, ben intonato come l’Ibex 35 di Madrid (+1,1%), il Dax di Francoforte (+1,0%) e il Cac 40 di Parigi (+0,6%) mentre il Ftse 100 di Londra (-0,1%) è frenato dall’apprezzamento della sterlina.
Oltreoceano, avanzano Dow Jones (+0,8%), S&P500 (+0,9%) e Nasdaq (+1,2%), in attesa di sviluppi sul piano di stimoli da 908 miliardi di dollari, mentre prende il via oggi la distribuzione delle prime dosi del vaccino di Pfizer/BioNtech dopo il via libera dalla Fda. Nei prossimi due giorni l’attenzione si sposterà poi sulla riunione della Fed, da cui si attendono aggiornamenti sugli acquisti di titoli.
Nel Vecchio Continente, il sentiment beneficia soprattutto dell’estensione delle trattative sulla Brexit. Riflettori puntati anche sulle banche, con le autorità europee pronte a introdurre un tetto ai dividendi fino a settembre 2021, consentendo al tempo stesso alle banche più solide di pagare cedole fino al 20-25% dei profitti.
Dall’agenda macro sono giunti i dati sulla produzione industriale dell’eurozona, in progresso del 2,1% mensile ad ottobre (-3,8% a/a).
Sul Forex, l’euro/dollaro avanza a 1,216, mentre il cambio tra biglietto verde e yen scivola a 103,7. In rialzo anche la sterlina a 1,338 sul dollaro e a 0,909 nei confronti della moneta unica, dopo gli sviluppi sulla Brexit e in attesa della riunione della Bank of England di giovedì.
Tra le materie prime annullano i precedenti guadagni le quotazioni del greggio con il Brent (-0,2%) a 49,9 dollari al barile e il Wti (-0,2%) a 46,5 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 116 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,55%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende a maggior capitalizzazione gli acquisti premiano Azimut (+3%) e Pirelli (+2,0%) mentre arretra Atlantia (-5%) in scia alle indiscrezioni secondo cui l’offerta di Cdp valuterebbe Aspi solo 7,5 miliardi, seguita da Stm (-1,0%) che stacca la cedola trimestrale.
























