Giornata sottotono per le principali piazze finanziarie asiatiche con gli investitori che restano intenti a monitorare i possibili rischi economici legati a nuove restrizioni, le trattative in corso negli Stati Uniti su un nuovo pacchetto di stimoli fiscali e i segnali provenienti dai dati macroeconomici.
Pesa in Giappone la decisione, annunciata dal primo ministro Yoshihide Suga, di sospendere a livello nazionale il programma di promozione dei viaggi “Go To Travel” per tentare di limitare i contagi.
L’ottimismo degli investitori per l’avvio della campagna di vaccinazione negli Usa sta intanto lasciando progressivamente spazio alle incertezze per le trattative su un nuovo pacchetto di aiuti mentre il virus continua a diffondersi e diversi Paesi stanno rafforzando le misure restrittive.
Qualche segnale incoraggiante è emerso dal fronte macro con la Cina che ha registrato a novembre una produzione industriale salita per l’ottavo mese consecutivo, con un aumento del 7% su base annua, in linea con le attese e dopo il +6,9% di ottobre.
Nello stesso mese le vendite al dettaglio della Cina hanno registrato un incremento del 5% su base annua, in avanzamento rispetto al precedente +4,3%.
Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,215 mentre il dollaro/yen si muove in area 104,05. Tra le materie prime, petrolio in calo con il Brent a 50 dollari al barile (-0,6%) e il Wti a 46,75 dollari al barile (-0,5%). Oro in rialzo dello 0,6% a 1.843,7 dollari l’oncia.
Tornando ai listini asiatici, caute Shanghai (-0,1%) e Shenzhen (+0,3%). Debole Hong Kong (-0,6%).
Sottotono anche il Giappone con il Nikkei a -0,2% e il Topix a -0,5%.
Il tutto dopo che ieri a Wall Street ha resistito il Nasdaq (+0,5%) mentre hanno chiuso in calo S&P500 (-0,4%) e Dow Jones (-0,6%).


























