Le borse europee perdono terreno rispetto alla mattinata e Piazza Affari brucia i guadagni della prima metà della seduta. Il Ftse Mib viaggia intorno alla parità (-0,1%) in area 21.920 punti, mentre avanzano il Dax di Francoforte (+1,1%) e il Ftse 100 di Londra (+0,5%). Deboli il Cac 40 di Parigi (-0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,4%).
A Wall Street, nel frattempo, viaggiano sostanzialmente invariati Dow Jones (-0,1%), S&P 500 (flat) e Nasdaq (flat), in attesa della conclusione del meeting della Fed. Questa sera la banca centrale americana potrebbe annunciare una revisione della guidance o un potenziamento del programma di acquisto di titoli, seguendo l’esempio della Bce.
Gli operatori guardano anche ai progressi nelle trattative fra Democratici e Repubblicani per approvare entro fine anno un pacchetto di stimoli all’economia da circa 750 miliardi di dollari.
In mattinata il Vecchio Continente ha beneficiato della pubblicazione degli indici Pmi preliminari di dicembre, con gli indicatori della zona euro che mostrano un’economia prossima alla stabilizzazione, sostenuta da una crescita più forte della produzione manifatturiera (grazie soprattutto alla Germania) che sta compensando il calo ulteriore dell’attività terziaria.
Sotto le attese, invece, i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, in calo dell’1,1% mensile a novembre, rispetto al -0,3% previsto dagli analisti. I Pmi preliminari di dicembre mostrano un’espansione sia per la manifattura sia per i servizi.
Per quanto riguarda i vaccini, quello di Pfizer dovrebbe riceve il 23 dicembre dall’Ema l’approvazione per la distribuzione in Europa, mentre negli Stati Uniti è atteso a giorni il via libera al farmaco di Moderna da parte della Fda.
A frenare i listini contribuisce inoltre la debolezza delle banche dopo la raccomandazione della Bce di limitare i dividendi fino a settembre 2021.
Sul Forex il dollaro perde terreno nei confronti delle altre principali valute, consentendo all’euro/dollaro di risalire a 1,22 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si muove in area 103,5.
Tra le materie prime perdono terreno le quotazioni del greggio con il Brent (-0,5%) a 50,5 dollari e il Wti (-0,6%) a 47,4 dollari, aspettando i dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte americane.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 110 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,54%.
Tornando a Piazza Affari, infine, tra le società a maggior capitalizzazione si mettono in evidenza Pirelli (+2,4%), Nexi (+1,9%) e Recordati (+1,8%) mentre arretrano Intesa (-2,5%), Prysmian (-2,3%) e Unicredit (-2,1%).
























