Il via libera all’approvazione del pacchetto fiscale da parte di Trump, congiuntamente alla partenza del d-day del vaccino in Europa, provocano l’ennesima euforia a Wall Street con i tre listini principali che mettono a segno l’ennesimo massimo storico mentre l’indice delle small caps interrompe una lunga serie positiva e scende al di sotto dei 2.000 punti, superati prima della vigilia di Natale.
Il Dow Jones ed il Nasdaq guadagnano lo 0,7%, mentre lo S&P500 avanza dello 0,9%. Il Russell 2000 cede mezzo punto percentuale, mentre il VIX avanza di quasi uno a 21,7 punti.
A trainare i listini ancora la performance delle big caps tecnologiche con Apple, Amazon e Facebook che mettono a segno rialzi di tre punti percentuali in assenza di notizie sulle singole società.
Giornata in chiaro scuro per le materie prime che godono di una buona partenza ma rallentano o arretrano nel finale. L’argento dimezza i guadagni al due per cento, mentre l’oro chiude in lieve discesa dopo aver toccato di nuovo la soglia psicologica dei 1.900 punti l’oncia.
Petrolio in calo nell’ultima parte della seduta (-1%) a 47,6 dollari al barile, dopo aver sfiorato i nuovi massimi intorno a quota $49.
Mercato obbligazionario poco mosso con il rendimento del Tbond che prima sale di due punti base allo 0,95% e poi chiude invariato a 0,93%.
Stesso discorso anche per il dollaro che scambia in un range molto ristretto per chiudere a 1,219 nei confronti della moneta unica, poco distante dal fixing pre natalizio.























