Partenza incerta a Wall Street in un mercato appesantito dalla continua escalation della pandemia e mentre negli Stati Uniti si guarda al ballottaggio in Georgia. Dopo pochi minuti di scambi, Dow Jones e S&P 500 segnano un +0,1% e il Nasdaq oscilla sulla parità (+0,01%).
Sotto i riflettori oggi il voto in Georgia per due seggi al Senato Usa, decisivi per determinare se i Democratici riusciranno a ottenere la maggioranza prendendo il controllo di entrambi i rami del Congresso.
Un risultato che aumenterebbe la capacità del presidente eletto Joe Biden di portare avanti la propria agenda politica, con gli investitori che valutano diversi scenari tra cui maggiori stimoli fiscali e un aumento delle tasse.
Nel frattempo continua a preoccupare la continua diffusione del virus, con i contagi a livello globale che hanno superato quota 85 milioni e mentre diversi paesi hanno introdotto nuove misure restrittive e le campagne vaccinali procedono più lentamente del previsto.
Separatamente, in una decisione a sorpresa il New York Stock Exchange ha dichiarato che non intende più puntare al delisting delle big delle telecomunicazioni cinesi, facendo marcia indietro su una mossa che minacciava di alimentare le tensioni tra Stati Uniti e Cina.
La decisione riguarda China Mobile, China Unicom e China Telecom, finite nel mirino di un provvedimento che seguiva un decreto dell’amministrazione Trump di metà novembre riguardante società ritenute sotto il controllo militare cinese.
Intanto sul Forex il biglietto verde è ancora debole nei confronti delle altre valute, in attesa dell’uscita questo pomeriggio dell’indice Ism manifatturiero Usa di dicembre. Il cambio euro/dollaro viaggia a 1,227 dopo aver superato ieri quota 1,23 per la prima volta da aprile 2018, mentre il dollaro/yen arretra a 102,8.
In lieve rialzo la sterlina a 1,358 sul dollaro, nonostante l’annuncio del primo ministro britannico Boris Johnson di implementare un nuovo lockdown nel Regno Unito nel tentativo di arginare l’accelerazione dei nuovi casi di Covid.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+3,4%) a 52,8 dollari e il Wti (+4%) a 49,5 dollari, in scia alle tensioni per il sequestro di una nave sudcoreana da parte dell’Iran e mentre l’Opec+ si appresta a riprendere oggi le trattative per decidere i livelli di produzione a febbraio dopo il nulla di fatto del meeting di ieri.
Nel comparto obbligazionario, infine, poco mossi i rendimenti dei Treasury, con il tasso sul decennale americano allo 0,93% e quello sul biennale allo 0,11%.

























